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sabato 16 aprile 2022

ALTO ADIGE E PADOVA ABBONATE ALLO 0-0, VERDETTO RIMANDATO ALL'ULTIMA GIORNATA DI CAMPIONATO


(Gianluca Ricci) – 
Sarà indispensabile attendere l’ultima giornata - in programma tra sette giorni - al fine di decidere la volata promozione che vede interessate Alto Adige e Padova. L’atteso big match tra prima e seconda in classifica del girone A, disputato questo pomeriggio in uno Stadio Druso gremito e ribollente di passione, scivola via con l’ennesimo pari senza reti. Identico risultato di due dei tre confronti stagionali tra le stesse contendenti già in archivio, vale a dire l’andata di campionato e gara1 della finale di Coppa. Come i precedenti, anche in questo quarto faccia a faccia bolzanini ed euganei si sono annullati a vicenda. Ben organizzate, quadrate, attente e pronte a colpire in contropiede, le formazioni in campo hanno dato vita a 90’ intensi, vibranti e segnati dall’equilibrio ma anche dal nervosismo. L’esperto arbitro Daniele Rutella di Enna ha dapprima provato ad adottare una direzione all’inglese, lasciando correre su molte cose, salvo poi dover riprendere le redini con la sua abituale fama di fischietto dal cartellino facile: ben dieci gli ammoniti totali. La capolista fa registrare il forfait di Capitan Fabian Tait, procuratosi uno stiramento nella rifinitura di ieri e rilevato dal 1’ da Moscati. Altre tre le varianti rispetto alla trasferta di Fiorenzuola nell’undici d’avvio: riguardano Malomo, Zaro e Gatto schierati al posto di De Col, Vinetot e H’Maidat. Squalificato per un turno Ivan Javorcic, in panchina debutta come capo allenatore il suo secondo Leandro Greco, 36enne ex centrocampista di Roma, Verona, Livorno e Olympiacos. Gli euganei devono invece rinunciare agli indisponibili Curcio, Busellato e Nicastro. In confronto alla sfida casalinga con la Giana, cambiano cinque titolari: Valentini, Kirwan, Jelenic, Ronaldo e Santini rilevano Monaco, Germano, Della Latta, Settembrini e Ceravolo. La novità tattica di Mister Oddo è l’arretramento del 29enne attaccante sloveno, mattatore della finale di Coppa, sulla linea di trequarti. Semaforo verde e trascorsi due minuti appena è l’Alto Adige a confezionare la prima occasione pericolosa: sovrapposizione di Davi che crossa dal fondo, Moscati opera un doppio tentativo, con il pallone che fa il flipper e viene murato. Padroni di casa ancora in evidenza al 19’pt, quando Malomo batte un fallo laterale, Voltan aggancia e il suo tiro è deviato in angolo. Prima del riposo c’è tempo per la prima chance da parte dei biancoscudati, con Jelenic quasi dalla linea di fondo (38’pt), Zaro è lesto a spazzare in corner anticipando anche Poluzzi. Alla ripresa delle ostilità gli allenatori danno il via alla consueta girandola delle sostituzioni. Oddo utilizza i suoi slot per inserire prima Saber e Ceravolo (10’st), poi Cissé (34’st) quindi Pelagatti e Della Latta (41’st) togliendo Bifulco, Santini, Ronaldo, Ajeti e Dezi; nei tre blocchi a lui riservati, Greco lancia invece al 20’st Odogwu e Casiraghi, al 35’st Shaka-Mawuli, quindi al 44’st De Col e Fabbri per De Marchi, Voltan, Broh, Malomo e Moscati. Tatticamente in ogni caso l’assetto resta quello di partenza almeno sino all’ultimo quarto d’ora, quando sia l’una che l’altra optano per un più accorto 4-4-2. La cronaca offre due soli spunti degni di nota. Il primo al 22’st quando l’arbitro concede il vantaggio su un intervento ai danni di Odogwu, palla a Rover che fa gol ma il direttore di gara annulla su segnalazione del primo assistente, ravvisando posizione di offside dell’attaccante bolzanino; l’altra al 4’ di recupero è di marca patavina: Saber pennella una punizione per la testa di Pelagatti sulla quale Poluzzi è un gatto e respinge compiendo un autentico miracolo. Trascorsi 6’ di additional time, l’arbitro rimanda tutti negli spogliatoi senza vinti, né vincitori, né tantomeno promossi. L’Alto Adige leader a quota 87 punti in classifica, Padova secondo a 85 e sentenza rimandata a domenica 24 aprile quando i biancorossi saranno di scena a Trieste mentre i biancoscudati riceveranno la visita della Virtus Verona.

MATCH PREVIEW

Nel 4-3-2-1 dell’Alto Adige trovano posto Poluzzi tra i pali, Malomo a destra e Davi a sinistra esterni bassi con Zaro e Curto centrali a completare la difesa; Gatto è il regista, Broh e Moscati le mezze ali, in attacco Voltan e Rover agiscono sotto la punta De Marchi. Per il Padova è 4-3-3: in porta Donnarumma, protetto dalla retroguardia a quattro da destra Gasbarro-Ajeti-Valentini-Kirwan; a centrocampo Ronaldo detta i tempi affiancato da Jelenic e Dezi, mentre Santini fa la boa nel tridente con Chiricò e Bifulco larghi.


ALTO ADIGE-PADOVA 0-0

ALTO ADIGE (4-3-2-1): Poluzzi; Malomo (44’st De Col), Zaro, Curto, Davi; Broh (35’st Shaka-Mawuli), Gatto, Moscati (44’st Fabbri); Voltan (20’st Casiraghi), Rover; De Marchi (20’st Odogwu).

A disp. Meli (p), Vinetot, Fink, Fischnaller, Galuppini, H’Maidat, Beccaro. 

Allenatore: Leandro Greco (Javorcic squalificato).

PADOVA (4-3-3): Donnarumma; Gasbarro, Ajeti (41’st Pelagatti), Valentini, Kirwan; Jelenic, Ronaldo (34’st Cissé), Dezi (41’st Della Latta); Chiricò, Santini (10’st Ceravolo), Bifulco (10’st Saber).

A disp. Vannucchi (p), Gherardi (p), Germano, Terrani, Settembrini, Ceravolo, Monaco.

Allenatore: Massimo Oddo.

ARBITRO: Daniele Rutella di Enna.

ASSISTENTI: Alex Cavallina di Parma e Antonio Severino di Campobasso.

IV UFFICIALE: Federico Longo di Paola.

AMMONITI: Broh, De Marchi, Curto, Casiraghi, Rover e l’all. Greco (AA); Santini, Ronaldo, Saber e Ajeti (P).

NOTE: Druso sold out da giorni, spettatori 5100 (1500 circa nel settore ospiti). Giornata ventosa ma soleggiata, temperatura di 24°C, terreno in ottime condizioni. Ripresa iniziata con 10’ di ritardo per garantire la contemporaneità con le altre partite del girone. Angoli 3-4 (2-2). Recupero +2’pt, +6’st.





domenica 10 aprile 2022

L'ALTO ADIGE CALA IL POKER A FIORENZUOLA, MA IL PADOVA VINCE E RIMANE A -2


(Gianluca Ricci) – 
A digiuno di vittorie da 180’, l’Alto Adige si riscatta rifilando un poker esterno al malcapitato Fiorenzuola. Il successo degli ospiti non è mai stato in discussione, grazie ad un’evidente superiorità sul piano dell’organizzazione tattica e dello spessore tecnico dei biancorossi. In evidenza su tutti H’Maidat, finalmente tornato ad essere l’eccellente uomo d’ordine dei tempi del Brescia, oltre a Davi e all’intero pacchetto offensivo. Nulla ha potuto invece il Fiorenzuola, sconfitto dopo tre affermazioni di fila e comunque già praticamente salvo e ad un niente dai playoff. Sugli scudi tra i locali il portiere Nicholas Battaiola, che ha sì raccolto quattro volte il pallone in fondo al sacco ma ai suoi ha evitato un passivo ben più clamoroso. Per la trasferta al Velodromo Attilio Pavesi, Javorcic ha tutti disponibili inclusi Rover (torna da squalifica) e Gatto reduce da noie muscolari. In ogni caso il centrocampista nato in Piemonte non è al top e va in tribuna al pari del terzo portiere Theiner. Le novità rispetto al ritorno della finale di Coppa sono ben sette: Poluzzi, Vinetot, Davi, Broh, Voltan, Rover e De Marchi rispettivamente per Meli, Zaro, Fabbri, Moscati, Casiraghi, Galuppini e Fischnaller. Tre titolari (Poluzzi, Davi e De Marchi) sono in diffida e quindi a rischio squalifica per il big match della vigilia di Pasqua con il Padova. Idem Galuppini che siede in panchina. Luca Tabbiani, Mister del Fiore, deve rinunciare al solo lungodegente Fracassini. In confronto alla vittoria di sette giorni fa con la Juventus U. 23, anche per gli emiliani i cambi sono sette. Out Potop, Cavalli e Guglieri in difesa;  Piccinini e Nelli a centrocampo; Mamona e Sartore in attacco: nell’undici di partenza entrano Danovaro, Varoli, Guglieri, Oneto, Fiorini, Giani e Zunno. Basta un tempo ai bolzanini per mettere in ghiaccio i tre punti. A sbloccare il punteggio provvede De Marchi al 6’: Davi crossa teso dalla sinistra, De Marchi ben piazzato da una decina di metri sfugge al controllo di Varoli, si aggiusta il pallone e lascia partire un destro che supera Battaiola. Al 20’ si fanno notare i padroni di casa: punizione di Dimarco per la testa di Mastroianni, Tait lo anticipa e spazza in corner. Col passare del tempo l’Alto Adige prende campo e sfiora il raddoppio senza fortuna in almeno tre occasioni. Il bis arriva a quattro giri di lancetta dal riposo: il traversone di Tait impatta in area con il braccio di Stronati, l’arbitro Bitonti non tentenna e concede il penalty. Sul dischetto va Voltan che calcia angolato indirizzando la sfera alla sinistra del portiere e fa 2-0. Nella seconda metà gara il canovaccio del match non cambia, anzi l’Alto Adige sfiora addirittura il tris ad opera di Rover, il cui diagonale rasoterra esce di un soffio. In prossimità dell’ora di gioco Javorcic guarda alla sfida diretta col Padova, sostituendo  i diffidati Davi e De Marchi con Fabbri e Odogwu. Di seguito (24’st) out anche H’Maidat e Voltan per Shaka-Mawuli e Moscati, con Javorcic che disegna un inedito 4-1-4-1. Non c’è più partita e al 27’ della ripresa Rover sigla addirittura il tris con un destro basso ad incrociare, che vale il 3-0 e il game over. Settimo timbro stagionale per il 21enne attaccante di Motta di Livenza, che poco dopo lascia la ribalta a Beccaro. Il finale riserva ancora la quarta rete ospite, ad opera proprio di Beccaro bravo a sfruttare l’unica papera di Battaiola in tutto il match. In classifica i bolzanini raggiungono quota 86, mantenendo però il +2 sul Padova (a segno 1-0 sulla Giana Erminio). Sabato prossimo, penultima di ritorno, sul terreno dello Stadio Druso andrà in scena lo scontro diretto tra l’Alto Adige e i biancoscudati che potrebbe mettere la parola fine al discorso-promozione.

MATCH PREVIEW

Nel 4-3-2-1 dell’Alto Adige trovano posto Poluzzi in porta, De Col a destra e Fabbri a sinistra sugli esterni difensivi, Vinetot e Curto al centro della retroguardia; in regia c’è H’Maidat, sulle mezze ali Tait e Broh, tra le linee Rover e Voltan a suggerire di De Marchi. Il Fiorenzuola si dispone con un 4-3-3: davanti a Battaiola i difensori dalla destra sono Danovaro, Varoli, Ferri e Dimarco; Fiorini fa il metronomo, ai suoi fianchi Oneto e Stronati, davanti tridente formato da Mastroianni boa centrale con Giani e Zunno larghi.


FIORENZUOLA-ALTO ADIGE 0-4

FIORENZUOLA (4-3-3): Battaiola; Danovaro, Varoli, Ferri, Di Marco; Oneto (24’st Piccinini), Fiorini, Stronati (33’st Currarino); Giani (12’st Bruschi), Mastroianni (33’st Arrondini), Zunno (12’st Sartore).

A disp. Burigana (p), Potop, Ghisolfi, Nelli, Cavalli, Arrondini, Mamona, Guglieri.

Allenatore: Luca Tabbiani. 

ALTO ADIGE (4-3-2-1): Poluzzi; De Col, Vinetot, Curto, Davi (14’st Fabbri); Tait, H’Maidat (24’st Shaka-Mawuli), Broh; Rover (33’st Beccaro), Voltan (24’st Moscati); De Marchi (14’st Odogwu).

A disp. Meli (p), Malomo, Fink, Fischnaller, Galuppini, Casiraghi, Zaro, Beccaro.

Allenatore: Ivan Javorcic.

ARBITRO: Paolo Bitonti di Bologna (Assistenti C. Cataldo di Bergamo e L. Testi di Livorno; IV Ufficiale A. Rizzello di Casarano).

MARCATORI: 6’pt De Marchi, 41’pt rig. Voltan, 27’st Rover, 40’st Beccaro.

AMMONITI: Varoli e Ferri (F).

NOTE: Spettatori 487 (una cinquantina ospiti), per un incasso di Euro 2275,00. Sole, temperatura di 15°C, terreno in buone condizioni. Angoli 4-2 (1-2). Recupero +1’pt, +3’st. 



sabato 2 aprile 2022

DE MARCHI-GOL EVITA ALL'ALTO ADIGE IL KO CASALINGO COL LECCO MA ORA IL PADOVA E' A -2


(Gianluca Ricci) – 
Un brutto Alto Adige, lontano parente della squadra capace di dominare il girone A, è costretto ad inseguire per un’ora e solo in dirittura d’arrivo riesce a salvare almeno un pari al Druso con il Lecco. In evidente difficoltà, con le gambe molli e priva di idee, la capolista sembra aver perso la grinta e la fiducia dei giorni migliori e questo l’ha posta in seria difficoltà contro i lombardi di Luciano De Paola, quinti in classifica e squadra rivelazione della seconda metà di torneo. Ben organizzati tatticamente, gli ospiti hanno chiuso ogni spazio cercando di colpire in ripartenza. In vantaggio a quattro giri di lancetta dal riposo, l’ex di turno Morosini e compagni nella ripresa hanno mancato un paio di volte il colpo del kappaò sprecando due nitide occasioni con Buso, nipote di quel Renato che ricordiamo con le maglie di Juventus, Fiorentina, Napoli e Lazio negli Anni ’90. Se praticamente nessuno tra i padroni di casa si è salvato da un livello di totale mediocrità (vedi soprattutto H’Maidat e Zaro autore dell’autogol che ha portato in vantaggio gli avversari), l’unico raggio di luce nella squadra di Javorcic lo ha portato Michael De Marchi. Proprio Mike, subentrato all’evanescente Fischnaller al 9’ della ripresa, ha permesso all’Alto Adige di evitare la terza sconfitta in campionato grazie al suo gol a pochi minuti dal triplice fischio. Ivan Javorcic rinuncia allo squalificato Rover ma può contare sul recuperato Odogwu che va in panchina.  Gatto, non al meglio, si accomoda a sorpresa in tribuna. Cinque le varianti in confronto alla sconfitta di Salò: entrano nell’undici di partenza Vinetot, H’Maidat, Voltan, Fischnaller e Galuppini in luogo di Curto, Gatto, Casiraghi, Rover e De Marchi. Malomo, uscito malconcio nel primo tempo del Lino Turina, è regolarmente in campo. Ben più complicata è la situazione per gli ospiti. Mister Luciano De Paola non può contare su sette infortunati (Tordini, Zambataro, Galli, Merli Sala, Ganz, Capoferri e Marzorati), due squalificati (Sparandeo e Vasic) oltre a Gini, Paltrinieri e Sberna impegnati nei playoff con la Primavera. Rispetto al match con il Trento tornano nel lineup d’avvio i soli Giudici e Petrovic al posto di Vasic e Ganz, per i restanti 9/11 confermato l’organico di sabato scorso. Nei primi 45’ l’Alto Adige non combina granché, ma al 40’ reclama per due falli di mano in area nella stessa azione sullo 0-0, ad opera prima di Lora poi di Masini, tuttavia l’arbitro lascia proseguire tra le proteste. Dopo il danno arriva sempre la beffa, tradotto in parole semplici un minuto dopo il doppio episodio da moviola, la squadra di Javorcic va sotto: Giudici crossa dalla mancina, ne esce un tiro che trova la maldestra deviazione di Zaro. Uno a zero Lecco e Javorcic costretto a rivedere tutti i suoi piani per provare a risalire la china. Al riposo sullo 0-1, nella seconda frazione il tecnico di Spalato impiega i suoi slot di sostituzioni per inserire Moscati, Casiraghi, De Marchi, Shaka-Mawuli e Odogwu, togliendo dal campo alla spicciolata H’Maidat, Galuppini, Fischnaller, Malomo e Broh. Alto Adige a spiccata trazione offensiva, in ogni caso sono gli ospiti ad andare vicinissimi al raddoppio con l’ottimo Buso, che spreca sanguinosamente due match ball tra il 23’ e il 35’st. Quando tutto poi lascia presagire il peggio, ovvero la terza sconfitta in campionato, ci pensa De Marchi a ristabilire almeno la parità. Già pericoloso in un paio di frangenti appena entrato, l’ex Pescara al 42’st fa 1-1: traversone di Voltan, Shaka-Mawuli inciampa e va per le terre, la sfera finisce sui piedi del 37 che batte Pissardo. Al 45' lo stesso De Marchi spedisce sull'esterno della rete da posizione favorevole. Il finale è concitato, si va avanti fino al 95’ e alla fine – scampato il pericolo - il sollievo di Javorcic e dei suoi ragazzi è quasi quello di una partita vinta. Brutte notizie arrivano però dal Piemonte, dove il Padova batte la Pro Vercelli (1-0) portandosi a -2 dalla vetta: Alto Adige 83 punti, biancoscudati 81 quando a chiudere la stagione regolare mancano tre sole giornate. Domenica prossima sudtirolesi impegnati a Fiorenzuola, euganei in casa con la Giana Erminio. Ma prima di queste due sfide di campionato, mercoledì sera alle 20 Alto Adige e Padova si troveranno di fronte al Druso per il ritorno della finale di Coppa Italia di serie C (andata 0-0).

MATCH PREVIEW

Nel 4-3-2-1 iniziale dell’Alto Adige trovano posto Poluzzi tra i pali, Malomo a destra e Davi a sinistra esterni bassi, Zaro e Vinetot al centro della difesa; in regia H’Maidat, Tait e Broh ai suoi fianchi, Galuppini e Voltan tra le linee a supporto di Fischnaller. Il Lecco propone invece un 3-4-1-2: davanti a Pissardo sono Celjak, Battistini ed Enrici a formare il terzetto arretrato; a centrocampo sulla banda destra gioca Nesta, Lora è il metronomo, Masini e Morosini le mezze ali, Giudici fa il qinto; in attacco tandem Buso-Petrovic.

 

ALTO ADIGE-LECCO 1-1

ALTO ADIGE (4-3-2-1): Poluzzi; Malomo (21’st Shaka-Mawuli), Zaro, Vinetot, Davi; Tait, H’Maidat (1’st Moscati), Broh (30’st Odogwu); Galuppini (9’st Casiraghi), Voltan; Fischnaller (9’st De Marchi).

A disp. Meli (p), Fabbri, Curto, Fink, De Col, Beccaro.

Allenatore: Ivan Javorcic.

LECCO (3-5-2): Pissardo; Celjak, Battistini, Enrici; Nesta, Masini, Lora, Morosini (16’st Kraja), Giudici (37’st Lakti); Buso, Petrovic (31’st Nepi).

A disp. Libertazzi (p), Purro, Sorgente, Ciancio, Italeng.

Allenatore: Luciano De Paola.

ARBITRO: Marco Acanfora di Castellammare di Stabia (Assistenti M. A. Vitale di Ancona e M. Lencioni di Lucca; IV Ufficiale S. Palmeri di Conegliano).

MARCATORI: 41’pt Zaro (L) autogol, 42’st De Marchi (L).
AMMONITI: 
H’Maidat, Voltan e l’allenatore Javorcic (AA); Petrovic, Nesta, Masini e Giudici (L).
NOTE:
 Spettatori 1200 (discreta rappresentanza ospite). Pomeriggio freddo e piovoso (temperatura di. 6°C), terreno in buone condizioni. Angoli 5-4 (2-1). Recupero +0’pt, +5’st.




sabato 26 marzo 2022

AL TURINA L'ALTO ADIGE STECCA, LA FERALPISALò FA... MIRACOLI E SI PRENDE UN'INSPERATA VITTORIA


(Gianluca Ricci) – 
Seconda sconfitta in campionato per l’Alto Adige, uscito battuto dall’ostica trasferta sul terreno della Feralpisalò. Stanca, con le gambe molli e la testa annebbiata dal primo caldo primaverile, la capolista ha interpretato il match del Lino Turina in modo completamente diverso da come ci ha abituato nel corso del torneo. Anziché attaccare e cercare di chiudere prima possibile la pratica, la truppa di Ivan Javorcic ha preferito questa volta attendere gli avversari e chiudere ogni spazio, limitandosi a non correre rischi. Senza però tener conto della voglia dei gardesani, terzi in classifica ma staccati di oltre venti lunghezze dalla vetta, di voler riscattare la doppia sconfitta rimediata contro Virtus Verona e Giana Erminio. Uno a zero il finale a favore dei padroni di casa, in coda ad una gara dominata dai tatticismi. A deciderla, come spesso avviene in simili circostanze, il rigore (indiscutibile) concesso alla Feralpisalò in pieno recupero. In ombra un po’ in tutte le zone del campo, la formazione bolzanina è stata sovrastata dagli avversari in particolare a centrocampo, soffrendo oltremodo le giocate degli ottimi Hergheligiu, Carraro e soprattutto Balestrero. Altra nota dolente, visto che le brutte notizie non arrivano mai da sole, l’infortunio muscolare che ha costretto Malomo a lasciare il campo a De Col trascorsi appena 24’ di gioco. Entrambi gli allenatori si affidano ad un sostanzioso turnover. Ivan Javorcic lascia a casa il solo Odogwu, fermo ormai da un mese a causa di uno stiramento. Disponibile invece Zaro reduce da una giornata di squalifica. Il difensore varesino è una delle cinque novità di formazione rispetto al successo col Seregno; Malomo, Gatto, Rover e De Marchi le altre. Escono dallo schieramento di partenza De Col, Vinetot, H’Maidat, Voltan e Galuppini, pronti a rendersi utili in corso d’opera. Sul fronte gardesano, l’ex di turno Stefano Vecchi (squalificato) deve rinunciare agli infortunati Marchesan e Cristini. In confronto alla partita persa sul campo della Giana tornano dal 1’ Bergonzi, Pisano, Corrado, Hergheligiu, Carraro, Balestrero e Guerra, a scapito rispettivamente di Salines, Damonte, Girgi, Castorani, Corradi, Di Molfetta e Miracoli. Nel primo tempo occasioni col contagocce, ma le cose migliori le fa la Feralpisalò. Al 16’ Carraro pesca Luppi in area, conclusione dell’attaccante d’origine emiliana, sul proseguimento dell’azione piattone di Balestrero bloccato a terra da Poluzzi. Pochi istanti prima dell’intervallo verdeblu ancora pericolosi, tuttavia Hergheligiu servito da Carraro spara altissimo da pochi passi. Al rientro in campo la contesa prende improvvisamente quota e gli uomini di Vecchi vanno ancora vicinissimi al vantaggio con l’onnipresente Balestrero (20’st) che costringe Poluzzi a superarsi per salvare il risultato. L’Alto Adige sembra accontentarsi, la Feralpisalò prende campo e fiducia così il giovane tecnico locale Barbugian indovina la mossa vincente: fuori prima Guidetti e Luppi per Di Molfetta e Miracoli, quindi anche il pur vivace Guerra a vantaggio dell’ex Spagnoli. Cambia anche Javorcic inserendo per le battute finali Fischnaller e Galuppini in luogo di De Marchi e Rover. Proprio il nuovo entrato Miracoli però al 46’st, con la contesa destinata a chiudersi sullo 0-0. Il numero 9 di casa penetra in area, Zaro lo aggancia mettendolo giù. Kumara non ha dubbi e decreta il penalty, sul dischetto va lo stesso Miracoli che col mancino spiazza Poluzzi. Nono centro in campionato per il trentenne ligure cresciuto nel vivaio del Genoa. Dopo cinque minuti di recupero scatta il game over e arriva la seconda, incredibile sconfitta per la prima della classe. Alla fine Javorcic, furibondo con i suoi, richiama la squadra dal defaticante e convoca tutti a rapporto negli spogliatoi. In classifica, fermo a quota 82, l’Alto Adige si ritrova per le mani sole quattro lunghezze di margine sul Padova, vittorioso all’Euganeo sul Piacenza (3-1). Domenica sedicesima di ritorno con i bolognesi impegnati al Druso con il Lecco, mentre i biancoscudati saranno di scena a Vercelli.

MATCH PREVIEW

Alto Adige al via con un 4-3-2-1: a protezione di Poluzzi, il quartetto di retroguardia da destra è formato da Malomo, Zaro, Curto e Davi; Gatto disegna le geometrie a centrocampo, Tait e Broh sono le mezze ali, Rover e Casiraghi galleggiano tra le linee a supporto di De Marchi. La Feralpisalò risponde con un 4-3-1-2: De Lucia in porta, Bergonzi a destra e Corrado a sinistra esterni bassi, Pisano e Bacchetti centrali difensivi; Carraro fa il playmaker, ai suoi fianchi Hergheligiu e Balestrero poi Guidetti sotto al tandem Guerra-Luppi.



FERALPISALò-ALTO ADIGE 1-0

FERALPISALò (4-3-1-2): De Lucia; Bergonzi, Pisano, Bacchetti, Corrado; Hergheligiu (39’st Corradi), Carraro, Balestrero; Guidetti (20’st Di Molfetta); Guerra (33’st Spagnoli), Luppi (20’st Miracoli).

A disp. Liverani (p), Girgi, Legati, Farabegoli, Siligardi, Damonte, Castorani, Salines.

Allenatore: Giovanni Barbugian (squal. Vecchi).

ALTO ADIGE (4-3-2-1): Poluzzi: Malomo (24’pt De Col), Zaro, Curto, Davi; Tait, Gatto, Broh; Rover (39’st Galuppini), Casiraghi (14’st Voltan); De Marchi (39’st Fischnaller).

A disp. Meli (p), Fabbri, Vinetot, Fink, Shaka-Mawuli, Moscati, H’Maidat, Beccaro.

Allenatore: Ivan Javorcic.

ARBITRO: Sajmir Kumara di Verona (Assistenti A. Salama di Ostia Lido e M. Bartolomucci di Ciampino; IV Ufficiale A. Migliorini di Verona).

MARCATORE: 46’st Miracoli.

AMMONITI: Hergheligiu, Guidetti, Carraro e Balestrero (FS); Rover e Davi (AA).

NOTE: Spettatori 600 (una cinquantina provenienti da Bolzano). Sole, temperatura sui 20°C, terreno in buone condizioni. Angoli 0-3 (0-1). Recupero +2’pt, +5’st.

 


domenica 20 marzo 2022

STANCO MA VINCENTE L'ALTO BATTE ANCHE IL SEREGNO, CASIRAGHI NONA PERLA


(Gianluca Ricci) – 
Ancora una vittoria di misura dell’Alto Adige, bravo a regolare con il minimo scarto uno scorbutico Seregno, formazione in piena lotta per non retrocedere. Alla sua venticinquesima affermazione in campionato, la formazione bolzanina è sembrata visibilmente più stanca e meno lucida a differenza delle uscite precedenti. Galuppini e soci hanno incontrato una certa difficoltà nel provare  a scardinare le maglie difensive della squadra allenata da Alberto Mariani. Match-winner soprattutto Casiraghi, protagonista dell’episodio che ha deciso il match così come De Marchi; ottimo anche l’apporto fornito in fase di costruzione da Gatto nei secondi 45’. Odogwu (infortunato) e Zaro (squalificato) sono i due assenti di giornata in casa Alto Adige. Rispetto a quattro giorni fa Javorcic cambia tre soli elementi, uno per reparto. Ad entrare nell’undici di partenza sono Curto, H’Maidat e Casiraghi in luogo  di Zaro, Gatto e Rover. Turnover dunque molto più light che in altre occasioni. Dei 24 calciatori convocati il sacrificato di turno è il giovane Heinz, destinato alla tribuna. Due defezioni anche tra gli Spartani: gli infortunati Raggio Garibaldi e Uyi. Nello schieramento di partenza in confronto all’infrasettimanale di mercoledi c’è spazio per un solo avvicendamento nel lineup d’avvio: Mandorlini a centrocampo in sostituzione di Raggio Garibaldi. Il primo tempo stenta a decollare per poi prendere improvvisamente quota con l’approssimarsi del riposo. Da segnalare un’occasione per parte. Al 28’ si affacciano in area avversaria i brianzoli: Balzano dalla destra crossa teso, Vinetot tenta una maldestra deviazione, il pallone scheggia la traversa e termina in angolo. Al 35’ rispondono i locali con Voltan che sugli sviluppi di una punizione calcia uno straccetto bagnato, Tozzo blocca senza difficoltà. Ancor più  clamorosa però è la palla gol capitata sui piedi di Galuppini al 44’: Casiraghi lisciando clamorosamente in area confeziona un assist involontario per l’ex Renate il quale solo soletto tira debole addosso al portiere. Si va al riposo sullo 0-0 ma appena si torna in campo cambia il risultato. E’ il 2’st quando De Marchi lancia Casiraghi che  viene falciato in area, l’arbitro Calzavara decreta il penalty: Sul dischetto va lo stesso numero 17, Tozzo intercetta deviando la sfera sul palo ma non può nulla sul tap-in vincente del Principino. Nono centro stagionale per il fantasista originario di Treviglio. Con la capolista avanti la contesa si innervosisce e fioccano i cartellini gialli, tuttavia l’arbitro riporta subito l’ordine sul rettangolo di gioco. Intorno all’ora complessiva di gioco Javorcic, che all’intervallo aveva già sostituito De Col e Galuppini con Malomo e De Marchi, cambia anche Casiraghi e H’Maidat inserendo Rover e Gatto. Al 13’st la truppa di Javorcic va vicinissima anche al raddoppio con l’ottimo De Marchi, sebbene Tozzo si faccia trovare pronto. Un paio di sostituzioni anche tra gli Spartani: Invernizzi prima e Iurato poi prendono il posto di Marino e Vitale. A seguire out anche Balzano, Valeau  e Mandorlini per Dell’Agnello, Jimenez e Signorile, per un Seregno decisamente a trazione anteriore per gli ultimi 10’ più recupero. Nel finale il Seregno attacca ma senza vero costrutto, l’Alto Adige rintuzza ogni tentativo e trascorsi 4’ porta a casa i tre punti. Dato statistico rimarchevole, il ventiseiesimo clean sheet griffato Poluzzi. In classifica la prima della classe si issa a quota 81 punti, mantenendo il +7 sul Padova, a segno sul terreno della Juventus U. 23. Prossimo impegno per l’Alto, la trasferta di sabato prossimo al Turina di Salò contro la Feralpi di Stefano Vecchi.

 

MATCH PREVIEW

Abituale 4-3-2-1 al via per l’Alto Adige: Poluzzi è il portiere, De Col a destra e Davi a sinistra gli esterni difensivi, Curto e Vinetot i centrali; H’Maidat fa regia, ai suoi fianchi giocano Tait e Broh, Casiraghi e Voltan galleggiano tra le linee a supporto di Galuppini. Il Seregno presenta un 3-5-2: tra i pali Tozzo protetto dalla linea di retroguardia Balzano-Solcia-Rossi; sulla banda destra c’è Gemignani, Marino è il play, Vitale e Mandorlini gli interni, Valeau agisce da quinto; in attacco tandem Cocco-Ze Gomes.




ALTO ADIGE-SEREGNO 1-0
ALTO ADIGE (4-3-2-1):
 Poluzzi; De Col (1’st Malomo), Curto, Vinetot, Davi; Tait, H’Maidat (16’st Gatto), Broh; Casiraghi (16’st Rover), Voltan (41’st Fabbri); Galuppini (1’st De Marchi).

A disp. Meli (p), Harrasser (p), Fink, Fischnaller, ìShaka-Mawuli, Moscati, Beccaro.

Allenatore: Ivan Javorcic.

SEREGNO (3-5-2): Tozzo; Balzano (34’st Dell’Agnello), Solcia, Rossi; Gemignani, Vitale (16’st Iurato), Marino (1’st Invernizzi), Mandorlini (47’st Signorile), Valeau (34’st Jimenez); Cocco, Ze Gomes.

A disp. Lupu (p), Marocco (p), Galeotafiore, Cortesi, Aga, Bartolotta, Pani.

Allenatore: Alberto Mariani.

ARBITRO: Andrea Calzavara di Varese (Assistenti C. Del Santo Spataru di Siena e L. Giuggioli di Grosseto; IV Ufficiale P. Marangone di Udine).

MARCATORI: 1’st Casiraghi.

ESPULSI: Allontanato per proteste Davide Micillo, preparatore dei portieri del Seregno al 3’st.

AMMONITI: Vinetot, H’Maidat, Malomo e Davi (AA); Balzano, Vitale, Cocco, Invernizzi e Ze Gomes (S).

NOTE: Spettatori mille. Sole, temperatura di 13°C, terreno in buone condizioni. Angoli 1-2 (0-1). Recupero +0’pt, +4’st.



mercoledì 16 marzo 2022

BIANCOROSSI, TRE PUNTI ARRIVATI DA LONTANO


(Gianluca Ricci) – Seconda vittoria in 72 ore per l’Alto Adige, bravo a regolare la Pro Sesto in casa dopo l’exploit esterno con la Juventus U. 23. L’infrasettimanale odierno sul manto erboso del Druso, di fatto non ha mai avuto storia. Troppo evidente la superiorità tecnica e fisica dei bolzanini, il cui atteggiamento mentale nell’affrontare la gara si è rivelato ancora una volta decisivo. Due a zero lo score finale, in virtù di due autentici eurogol siglati nel primo tempo da Rover (sesto timbro stagionale) e Voltan (quinto). In grande evidenza, oltre ai due match-winner, l’intero gruppo alle dipendenze di Javorcic: da Davi e Broh sulla catena mancina a De Col e Tait su quella destra. Su per giù inoperoso Poluzzi, che ha messo nel borsone il venticinquesimo clean sheet dall’inizio del torneo. Spenti, abulici, mai in grado di impensierire gli avversari i lombardi, i cui attaccanti non sono praticamente mai riusciti ad avere sui piedi palloni giocabili. Ulteriore complicazione per i tecnici Di Gioia e Pasca, la prematura uscita dal campo per infortunio dell’ex Della Giovanna, costretto a cedere la ribalta a Mazzarani trascorsi appena 16’ di gioco. Mister Javorcic deve ancora fare a meno dell’infortunato Odogwu, fuori dalla lista dei convocati anche H’Maidat ma per scelta tecnica. Il tecnico di Spalato ritrova Tait che ha scontato una giornata di squalifica. Sei i cambi rispetto ad Alessandria con la Juventus U. 23: dal 1’ De Col, Vinetot, Davi, Tait, Voltan e Galuppini per Malomo, Curto, Fabbri, Beccaro, Casiraghi e De Marchi. In pratica del quartetto difensivo schierato al Moccagatta l’unico confermato è Zaro. Il tandem Di Gioia-Pasca, al timone della Pro Sesto non può invece contare su Marchesi e Caverzasi (infortunati) oltre agli squalificati Maldini, Gattoni e Ghezzi. Anche per i lombardi sono sei i cambi rispetto a domenica scorsa: Pecorini, Della Giovanna, Giubilato, Brentan, Capelli e Grandi rimpiazzano Mazzarani, Caverzasi, Maldini, Gattoni, Ghezzi e Capogna. Al via la formazione ospite prova timidamente ad affacciarsi dalle parti di Poluzzi, ma è fuoco di paglia perché l’Alto Adige impiega ben poco a guadagnare metri ed assumere le redini del match. Il vantaggio bolzanino arriva allo scoccare del settimo minuto: Tait verticalizza per Galuppini, l’ex Renate apre sulla destra per Rover la cui fiondata di destro trafigge il malcapitato Del Frate. La Pro Sesto sente il colpo come un pugile al primo conteggio dell’arbitro e al minuto 25 va definitivamente a tappeto. Tait per Voltan che quasi da fuori area controlla e calcia all’incrocio dei pali, togliendo le ragnatele dalla porta di Del Frate. Quasi un inedito vedere i biancorossi risolvere le partite con soluzioni dalla distanza, upgade sicuramente interessante nel bagaglio tecnico e tattico trasmesso da Javorcic alla sua truppa. Nei secondi 45’ i locali abbassano i ritmi limitandosi a controllare, la reazione degli ospiti è nulla e dopo 3’ di recupero l’arbitro chiude le ostilità. In classifica Poluzzi e compagni raggiungono quota 79 punti, sempre a +7 dal Padova che a sua volta si è imposto di corto muso all’Euganeo sul Mantova. Tra quattro giorni di nuovo in campo, l’Alto Adige ancora al Druso col Seregno (ore 14.30). Per i biancoscudati euganei trasferta ben più insidiosa ad Alessandria contro la Juve 23.

MATCH PREVIEW

Nel 4-3-2-1 dell’Alto Adige trovano posto Poluzzi in porta, De Col a destra e Davi a sinistra esterni bassi, Zaro e Vinetot centrali difensivi; Gatto playmaker, Tait e Broh mezze ali, Voltan e Rover tra le linee a supporto di Galuppini falso nueve. L’assetto tattico della Pro Sesto prevede invece un 3-4-3: tra i pali Del Frate, protetto dalla linea a tre Pecorini-Toninelli-Della Giovanna; A centrocampo Giubilato sull’out destro, Cerretelli e Brentan nel mezzo, Sala fa il quarto; davanti tridente formato da Grandi riferimento centrale con Capelli e Scapuzzi larghi.

 

ALTO ADIGE-PRO SESTO 2-0

ALTO ADIGE (4-3-2-1): Poluzzi; De Col (18’st Malomo), Zaro (1’st Curto), Vinetot, DavI; Tait, Gatto, Broh; Voltan (43’st Fischnaller), Rover (30’st Moscati); Galuppini (18’st De Marchi).

A disp. Meli (p), Harrasser (p), Fabbri, Fink, Casiraghi, Shaka-Mawuli, Beccaro.

Allenatore: Ivan Javorcic.

PRO SESTO (3-4-3): Del Frate; Pecorini (40’st Marzupio), Toninelli, Della Giovanna (16’pt Mazzarani); Giubilato, Cerretelli, Brentan, Sala (18’st Ferrero); Capelli (18’st De Sena), Grandi, Scapuzzi (18’st Lucarelli)

A disp. Bagheria (p), Gualdi, Bezziccheri, Capogna, 

Allenatori: Stefano Di Gioia ed Ettore Pasca.

ARBITRO: Luca Angelucci di Foligno (A. Nasti di Napoli e G. Trischitta di Messina; IV Ufficiale G. Sassano di Padova).

MARCATORI: 7’pt Rover, 25’pt Voltan.
AMMONITI: 
De Col e Rover (AA); Mazzarani e Sala (PS).
NOTE: 
Spettatori mille circa. Serata non fredda (18°C), terreno in buone condizioni. Angoli 6-4 (4-2). Recupero +2’pt,+4’st.



domenica 13 marzo 2022

ALTO CORSARO ANCHE AL MOCCAGATTA, CASIRAGHI MATCH WINNER E SIGNORINA KO


(Gianluca Ricci) – 
Alto Adige corsaro ad Alessandria, dove batte di misura la Juventus U. 23 (1-0) andando a conquistare la ventitreesima vittoria stagionale in campionato. Undici delle quali lontano dalle mura amiche del Druso e terzo successo stagionale su tre tra campionato e Coppa contro la Signorina in Bianconero.Complessivamente avara di emozioni, la contesa andata in scena allo Stadio Giuseppe Moccagatta ha visto gli ospiti imporre la propria legge in particolare sul piano della cifra tecnica e dell’agonismo, aspetti questi in cui il gap tra la capolista e le zebrette di Zauli è stato evidente. Ad ergersi a protagonisti tra i biancorossi un instancabile Fabbri, Broh, De Marchi e un Casiraghi ispiratissimo nonché autore del gol-partita. Ottavo sigillo in campionato per il Principino originario di Treviglio. Tra i pochi ad emergere dal grigiore generale nella formazione piemontese il portiere Israel e il centrocampista Zuelli, ragazzo originario di Merano cresciuto nella cantera dell’Alto Adige prima di passare al Chievo e quindi alla Signora. Impalpabile di contro la prestazione degli esperti Brighenti e Iocolano. Javorcic ritrova De Col (destinato alla panchina) ma non Odogwu (ancora infortunato). Out anche Tait, squalificato per cumulo di cartellini gialli. Dal 1’, rispetto alla finale d’andata di Coppa di quattro giorni fa a Padova, c’è il solito massiccio turnover. Sono ben nove gli avvicendamenti nel lineup d’avvio. Unici confermati Zaro e Fabbri, quest’ultimo alla sua sesta partita di fila dall’inizio. Tornano Malomo in difesa, Gatto e Beccaro a centrocampo, in attacco De Marchi. Quanto alla Juventus U. 23, Mister Zauli non potrà disporre di dieci infortunati (Del Favero, Garofani, Ntenda, Leo, Cotter, Anzolin, de Winter, Compagnon, Nicolussi-Caviglia e Soulé), Sersanti è squalificato. Dei tre baby in panchina con la prima squadra ieri a Marassi resta a casa Miretti, convocati invece Stramaccioni e Aké (l’attaccante francese trova posto nell’undici d’inizio gara). Un paio di novità in confronto alla vittoria di domenica scorsa a Sesto: Barrenechea e proprio Aké a rilevare Compagnon e Sersanti. Pronti via e la compagine bolzanina bussa in area avversaria già al 17’ quando Rover innescato da Broh tenta il diagonale spedendo fuori di poco. Al 25’ De Marchi va giù in area, l’arbitro (direzione all’inglese) lascia giocare tra le proteste, sul prosieguo dell’azione Verduci anticipa Broh che non riesce a colpire di testa e il pallone finisce in corner. Dieci giri di lancetta più avanti passano i bolzanini: fulminea ripartenza di De Marchi che si proietta verso la porta avversaria, la sua conclusione trova la respinta di Israel non può nulla sulla ribattuta di Casiraghi. Nella ripresa l’Alto Adige addormenta la partita, limitandosi a gestire il sia pur minimo vantaggio, sul piano degli spunti di cronaca di fatto non accade più nulla sino al termine.  Da segnalare nel corso del match gli infortuni occorsi ai bianconeri Barrenechea e Pecorino, da poco rientrati da problemi fisici di seria entità. In bocca al lupo ad entrambi. In classifica Poluzzi (24mo clean sheet nel torneo) salgono a quota 76 punti, mantenendo la leadership solitaria del girone A e il +7 sul Padova secondo. Nell’infrasettimanale di mercoledi prossimo i biancorossi ospiteranno al Druso la Pro Sesto (ore 18), mentre la Juventus U. 23 sarà di scena a Lecco. Per il Padova match casalingo contro il Mantova.

MATCH PREVIEW

Si schiera con l’abituale 4-3-2-1 l’Alto Adige: davanti a Poluzzi a destra c’è Malomo, a sinistra Fabbri, Zaro e Curto centrali completano la difesa; Gatto è il regista, Broh e Beccaro le mezze ali, tra le linee Casiraghi e Rover con De Marchi punta centrale. Oppone un 4-2-3-1 la Juventus U. 23: Israel tra i pali, retroguardia da destra formata da Barbieri, Poli, Riccio e Compagnon; Zuelli e Barrenechea schermo davanti alla difesa poi Akè, Brighenti e Iocolano sotto Da Graca.

 

JUVENTUS U. 23-ALTO ADIGE 0-1

JUVENTUS U. 23 (4-2-3-1): Israel; Barbieri, Poli, Riccio, Verduci; Zuelli, Barrenechea (15’st Leone); Aké, Brighenti (24’st Pecorino, dal 35’st Sekulov), Iocolano (15’st Cudrig); Da Graca (24’st Palumbo).

A disp. Siano (p), Raina (p), Stramaccioni, Boloca, Mulazzi, Lipari.

Allenatore: Lamberto Zauli.

ALTO ADIGE (4-3-2-1): Poluzzi; Malomo, Zaro, Curto, Fabbri; Broh, Gatto, Beccaro (1’st Moscati); Casiraghi (21’st Fischnaller), Rover (40’st Davi); De Marchi.

A disp. Meli (p), Harrasser (p), Vinetot, Voltan, Fink, Galuppini, Shaka-Mawuli, De Col, H’Maidat.

Allenatore: Ivan Javorcic.

ARBITRO: Federico Longo di Paola (S. Camilli di Foligno e G. Centrone di Molfetta; IV Ufficiale A. Caldera di Como).

MARCATORI: 35’pt Casiraghi.
AMMONITI: 
Poli e Zuelli (J); Beccaro (AA).
NOTE:
 Spettatori 300 circa. Giornata fresca, temperatura di 12°C, terreno in cattive condizioni. Angoli 5-6 (2-5). Recupero +2’pt, +5’st.




domenica 6 marzo 2022

LA VITTORIA SUL MANTOVA ARRIVA DAL DISCHETTO, SETTIMO TIMBRO DEL PRINCIPINO CASIRAGHI


(Gianluca Ricci) – 
Torna prontamente a vincere l’Alto Adige, a segno di misura sul Mantova soli sette giorni dopo la prima sconfitta stagionale in campionato. Uno a zero il finale sul manto erboso del Druso, grazie alla rete messa a segno su rigore da Casiraghi in chiusura di primo tempo. Corta, compatta, attenta in difesa, la compagine bolzanina si è espressa su ritmi di gioco un po’ troppo compassati rispetto a quel che ci ha abituato a vedere. Protagonista assoluto un Jéremié Broh da applausi, che instancabile dalla propria fascia di competenza ha prodotto giocate di pregio e smistato palloni in quantità per i propri compagni. Di spessore in ogni caso la prova dell’intero gruppo biancorosso, che nella prima frazione di gara ha concesso pochissimo agli ospiti chiudendoli nella propria metà campo, per poi rintuzzare al meglio i tentativi di rimonta del Mantova nell’ultimo quarto di partita. Javorcic per l’occasione è costretto a rinunciare a Davi e Odogwu infortunati. Recuperato invece Fink, in panchina dove siede anche il giovane Heinz, grande protagonista del ritorno di Coppa con la Fidelis Andria. Rispetto alla battuta d’arresto di sette giorni fa a Piacenza, sono tre gli avvicendamenti: Malomo, Casiraghi e De Marchi dal 1’ a scapito di De Col, Voltan e Odogwu. Ben più pesante è la situazione per Galderisi, tecnico dei virgiliani: manca capitan Gerbaudo per squalifica, al quale si aggiungono gli indisponibili Pinton, Esposito e Pedrini. Le varianti in confronto al match perso con la Triestina al Martelli sono due: Bianchi e Militari in luogo di Pedrini e Gerbaudo, con l’avanzamento di Silvestro a sinistra sulla linea dei trequartisti. Nel primo tempo i locali impiegano ben poco a prendere le redini del match, senza tuttavia confezionare molte palle gol. Uniche occasioni con Rover (14’pt) lanciato da Tait e De Marchi (37’pt), ma in entrambi i casi Marone salva il risultato. Per attendere l’episodio-chiave bisogna pazientare sino al 40’pt: Tait da fuori area prova a concludere a giro, in area  la sfera impatta sul braccio di Checchi e l’arbitro indica il dischetto senza tentennamenti. Si incarica della trasformazione lo specialista Casiraghi, che batte centrale col portiere che si tuffa a sinistra e il pallone è in rete. Vantaggio altoatesino e settimo timbro del Principino di Treviglio, top scorer stagionale della Banda Javorcic. Al riposo si va con i padroni di casa avanti, poi nella ripresa Galderisi presenta in campo i suoi con un assetto più aggressivo, inserendo al 15’st soprattutto Galligani (elemento più offensivo) per Silvestro (più di contenimento). Nonostante ciò, tre minuti oltre l’ora di gara, Casiraghi tenta la percussione in area, Malomo ribatte al volo, nuova respinta virgiliana e sfuma così una chance di possibile raddoppio bolzanino. Un’altra capita sui piedi del nuovo entrato Voltan al 32’st, controllata in due tempi dal portiere. Il Mantova scampato il doppio pericolo prende fiducia e si lancia alla ricerca disperata del pari. La contromossa del Mister dell’Alto è sistemare i suoi in modo più accorto specie con l’ingresso di Beccaro in sostituzione di Rover. Nel finale il Mantova le prova tutte chiudendo la gara in attacco, Guccione al 45’ st spreca una grossa possibilità mandando fuori di poco una battuta al volo e  trascorsi 5’ di recupero il signor Rutella di Enna manda tutti negli spogliatoi. L’Alto Adige conquista così la vittoria numero 22 in campionato, ventitreesimo clean sheet del portiere Poluzzi. A quota 73 punti i biancorossi comandano solitari il girone A con sette punti di margine sul Padova. Proprio quest’ultimo, mercoledi sera allo Stadio Euganeo (ore 18.50), riceverà i sudtirolesi per la finale d’andata della Coppa Italia di serie C. Di seguito, domenica prossima ad Alessandria (ore 14.30) la trasferta di campionato con la Juventus U. 23.

MATCH PREVIEW

Al semaforo verde nel 4-3-2-1 dell’Alto Adige trovano posto Poluzzi in porta, Malomo basso a destra, Fabbri sull’out sinistro, Zaro e Curto in mezzo a completare la linea difensiva; Gatto detta i tempi di gioco affiancato da Tait e Broh mezze ali, poi Casiraghi e Rover tra le linee a supporto di De Marchi. Risponde con un 4-2-3-1 il Mantova: davanti a Marone i quattro di retroguardia da destra sono Bianchi, Checchi, Milillo e Panizzi; Militari e Bruccini davanti alla difesa, poi linea a tre Guccione-Paudice-Silvestro sotto a Monachello punta centrale.

 

ALTO ADIGE-MANTOVA 1-0

ALTO ADIGE (4-3-2-1): Poluzzi; Malomo (43’st Vinetot), Zaro, Curto, Fabbri; Tait, Gatto, Broh (43’st Shaka-Mawuli); Casiraghi (27’st Voltan), Rover (27’st Beccaro); De Marchi (22’st Fischnaller).

A disp. Meli (p), Theiner (p), Fink, Galuppini, Moscati, Heinz, De Col, H’Maidat.

Allenatore: Ivan Javorcic.

MANTOVA (4-2-3-1): Marone; Bianchi (27’st Pilati), Checchi (38’st De Cenco), Milillo, Panizzi; Militari (15’st Messori), Bruccini; Guccione, Paudice (27’st Falanca), Silvestro (15’st Galligani); Monachello.

A disp. Tosi (p), Darrel, Rihai, Fontana, Vaccaro, Piovanello.

Allenatore: Giuseppe Galderisi.

ARBITRO: Daniele Rutella di Enna (Assistenti R. Terenzio di Cosenza e L. Dicosta di Biella; IV Ufficiale A. Di Graci di Como).

MARCATORI: 40’pt rig. Casiraghi.
AMMONITI: 
Curto e Tait (AA); Checchi, Falanca e Guccione (M).
NOTE:
 Spettatori 1800 circa (una cinquantina nel settore ospiti). Soleggiato, temperatura di 10°C, terreno in buone condizioni. Angoli 3-3 (2-0). Recupero +1’pt, +5’st.



domenica 27 febbraio 2022

L'ALTO NON C'E' E AL GARILLI VINCE IL PIACENZA, TERMINA L'IMBATTIBILITA' BIANCOROSSA


(Gianluca Ricci) – 
Cade al Leonardo Garilli di Piacenza l’imbattibilità in campionato del Piacenza, battuto di misura dai biancorossi d’Emilia. Impacciati, fermi sulle gambe e con poche idee, i bolzanini si arrendono alla squadra di Scazzola, tornata a vincere dopo tre sconfitte consecutive. A decidere il match (finale 1-0) un colpo di testa di Rabbi – uno dei migliori oltre al compagno di reparto Dubickas – tre minuti oltre la mezzora del primo tempo. Un po’ in ombra tutti gli uomini della Banda Javorcic, con la sola eccezione dell’inesauribile Broh. Tra gli ospiti, Ivan Javorcic lascia a Bolzano Davi (elongazione all’adduttore della coscia sinistra) e Casiraghi (squalificato). In extremis out anche Beccaro, ancora sofferente per un colpo subito nel derby (va in tribuna). Tornano però  Malomo, Vinetot e Moscati, tutti recuperati e destinati almeno inizialmente alla panchina. Dal 1’, a differenza di altre volte, il tecnico nato a Spalato accantona il turnover: rispetto al successo di mercoledi a Trento esce dal lineup d’avvio il solo Galuppini, sostituito da Voltan. Confermato Rover, match-winner del derby. I padroni di casa non possono invece contare sugli infortunati Stucchi, Cosenza e Corbari oltre allo squalificato Cesarini. Due i cambi di Mister Cristiano Scazzola in confronto alla sconfitta nell’infrasettimanale casalingo con la Triestina: tra i pali anziché Pratelli debutta il classe 2000 Nicola Tintori, arrivato sulla Via Emilia a gennaio dalla Pro Vercelli, in attacco il lituano Dubickas  prende il posto di Cesarini. 
Nel primo tempo i ritmi dell’Alto Adige sono più compassati del solito, probabilmente accusando un po’ di stanchezza in seguito ai molti impegni ravvicinati. Tuttavia, grazie ad un’eccellente organizzazione di gioco, gli ospiti iniziano a prendere le misure agli avversari e al 13’ – sugli sviluppi di un corner di Voltan da destra – Zaro incorna e il pallone termina fuori di poco. Reagiscono i padroni di casa che, fallita una grossa occasione con Munari al 24’, al minuto 33 passano addirittura a condurre. Curto sulla trequarti pasticcia calciando una punizione, l’arbitro come da regolamento inverte la battuta, sugli sviluppi della stessa Parisi pennella un preciso cross per la testa di Rabbi, che anticipa Zaro e Poluzzi mettendo in rete per l’1-0 del Piace. E’ la seconda volta in campionato che la capolista si trova a dover inseguire: era già accaduto il 4.9.2021 nella trasferta con l’Albinoleffe (poi finita sull’1-1). Settima rete, quella realizzata da Rabbi, subita dai bolzanini nel torneo. Poco prima del riposo Fabbri recupera palla sulla trequarti, serve Voltan che con il destro conclude in prossimità del palo lontano, Tintori devia in angolo ma l’arbitro non lo fa battere e manda le squadre negli spogliatoi. All’intervallo si va sull’1-0 per la squadra di Scazzola, poi al rientro sul terreno di gioco Javorcic toglie Gatto (già ammonito) e l’evanescente Odogwu a vantaggio di Galuppini e De Marchi. Dal 4-3-2-1 di partenza, l’Alto Adige passa ad un più aggressivo 4-3-3 dopodiché entra anche H’Maidat per Voltan e il modulo si trasforma ancora in un 4-2-3-1 (Tait, Galuppini e Rover sotto De Marchi). Col trascorrere dei minuti gli ospiti prendono campo riversandosi nell’area difensiva piacentina, senza però rendersi realmente pericolosi se si eccettua una girata al volo di De Marchi al 10’st e un tiro di Rover al quarto d’ora, entrambi senza fortuna. L’allenatore dell’Alto Adige nel terzo slot di sostituzioni inserisce anche una punta esterna (Fischnaller) al posto di un terzino (Fabbri),  tentando il tutto per tutto. Saltano gli schemi, Tait al 46’st di testa impegna a fondo Tintori ma il portiere di casa salva il risultato. Trascorsi 4’ di recupero l’arbitro decreta la fine e il team bolzanino incassa il primo kappaò in campionato dopo 21 vittorie e otto pareggi. Ora il vantaggio della capolista (ferma a quota 70) sul Padova secondo, a segno in casa con la Pro Sesto, si è ridotto a sette lunghezze. Domenica prossima la truppa di Javorcic cercherà un immediato riscatto in casa col Mantova, ma prima dovrà affrontare (mercoledi pomeriggio sempre al Druso) la Fidelis Andria nell’ininfluente retour-match della semifinale di Coppa (andata 4-0 per i biancorossi).

MATCH PREVIEW

Solito 4-3-2-1 per l’Alto Adige al Leonardo Garilli. A guardia dei pali Poluzzi, a destra De Col e a sinistra Fabbri esterni bassi, Zaro-Curto centrali difensivi; Gatto disegna le geometrie a centrocampo affiancato da Tait e Broh, poi Rover e Voltan a ridosso di Odogwu. Il Piacenza si schiera con un  4-4-2: davanti a Tintori, i quattro difensori da destra sono Parisi, Nava, Marchi e Giordano. Munari è l’esterno destro a centrocampo, nel mezzo giocano Castiglia e Suljic, in attacco tandem Dubickas-Rabbi. 



PIACENZA-ALTO ADIGE 1-0

PIACENZA (4-4-2): Tintori; Parisi, Nava, Marchi, Giordano; Munari (43’st Rillo), Castiglia, Suljic, Gonzi; Dubickas (31’st Rossi), Rabbi (17’st Raicevic).

A disp. Pratelli (p), Galletti (p), Tafa, Lamesta, Armini, Ruiz.

Allenatore: Cristiano Scazzola.

ALTO ADIGE (4-3-2-1): Poluzzi; De Col, Zaro, Curto, Fabbri (29’st Fischnaller); Tait, Gatto (1’st Galuppini), Broh; Rover, Voltan (12’st H’Maidat); Odogwu (1’st De March).

A disp. Meli (p), Dregan (p), Vinetot, Malomo, Fink, Shaka-Mawuli, Moscati, Heinz, H’Maidat.

Allenatore: Ivan Javorcic.

ARBITRO: Michele Di Cairano di Ariano Irpino (Assistenti T. Trasciatti di Foligno e F. Valente di Roma 2; IV Ufficiale M. Gangi di Enna).

MARCATORI: 33’pt Rabbi (P).
AMMONITI: 
Nava, Giordano e Raicevic (P); Gatto (AA).
NOTE:
 Spettatori 1556 (una cinquantina nel settore ospiti). Angoli 2-2 (2-2). Sole, temperatura di 11°C, terreno in buone condizioni. Recupero +1’pt, +0’st. La partita, come disposto dalla FIGC in tutti i campionati nazionali, è iniziata con 5’ di ritardo per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla guerra in Ucraina.



mercoledì 23 febbraio 2022

L'ALTO ADIGE ESPUGNA TRENTO GRAZIE A ROVER E VOLA A +10 SUL PADOVA


(Gianluca Ricci) – 
Alto Adige corsaro anche sul rettangolo verde del Briamasco, dove s’impone di misura nel derby esterno con il Trento e porta a casa la vittoria numero 21 in campionato. Almeno nel primo tempo, la sfida con i gialloblu di Parlato ha presentato qualche difficoltà più del previsto per Tait e soci, che poi nei secondi 45’ hanno fatto prevalere la propria cifra tecnica superiore. Straordinario protagonista della serata Matteo Rover, che ha firmato il successo con un gran gol, così come si sono messi in grande evidenza Gatto, Broh e l’intero pacchetto difensivo. Poco impegnato Poluzzi, al suo ventiduesimo cleam sheet in campionato. Sul fronte trentino sugli scudi in particolar modo il portiere Marchegiani. Per questo derby in notturna, Ivan Javorcic non recupera nessuno dei quattro infortunati: Moscati, Vinetot, Malomo e da ultimo Davi. Il tecnico dell’Alto Adige resta fedele alla legge del turnover, avvicendando ben sei pedine in confronto allo 0-0 di domenica scorsa al Druso con la Pro Patria. Giocano dal 1’ Fabbri, Tait, Gatto, Galuppini, Rover e Odogwu, a far loro spazio Davi, Beccaro, H’Maidat, Voltan, Casiraghi e De Marchi. Un solo assente invece nel Trento, l’infortunato Izzillo: Mister Carmine Parlato rilancia Carini (reduce da un turno di squalifica) e Nunes: dalla formazione titolare escono Bearzotti e Scorza. Per i restanti 9/11 lo schieramento è lo stesso che ha fermato in casa sul 2-2 il Padova tre giorni fa. Al 1’ di gioco gli ospiti potrebbero già sbloccare il risultato con una conclusione da lontano di Broh, che Marchegiani respinge coi pugni. Man mano che trascorre il tempo l’Alto Adige alza i giri del motore e ci riprova ma senza fortuna prima con una punizione di Galuppini (17’) che si spegne sul fondo, quindi con una botta da fuori di Rover deviata in angolo. I biancorossi attaccano alla ricerca del gol, trovando tuttavia l’opposizione di un Trento ben organizzato, bravo a tenere le linee serrate e ad impedire agli avversari di trovare i varchi giusti per rendersi pericolosi. Vedere i bolzanini in difficoltà galvanizza la squadra di casa che prova ad osare un po’ di più, in ogni caso pur chiudendo la frazione d’apertura in attacco la squadra di Parlato non riesce mai ad impensierire seriamente Poluzzi. Unica occasione interessante dei gialloblu, una conclusione di Bocalon alla mezzora che non inquadra il bersaglio. Al riposo si va sullo 0-0. Al ritorno in campo l’Alto Adige è molto più agguerrito e al 2’st sfiora il vantaggio: Galuppini salta Simonti, va sul fondo, dà il pallone all’accorrente Broh che calcia di prima intenzione, Marchegiani è lesto a deviare in corner. Una vera spina nel fianco il ragazzo d’origine ivoriana e nato a Parma, per gli aquilotti trentini. A lungo inseguito, il gol biancorosso arriva all’11’st con Rover: Gatto intercetta una corta respinta gialloblu e serve sulla sinistra Rover il quale si coordina, rientra sul destro e insacca nell’angolino alla sinistra del portiere, per poi correre a festeggiare sotto al settore ospiti. Quinto sigillo stagionale dell’attaccante cresciuto nella cantera dell’Inter. Al 22’st si sveglia il Trento: imbucata del nuovo entrato Osuji per Bocalon che non se ne avvede, Belcastro tenta la girata che termina alta. L’Alto Agige vuol provare a chiudere la partita e al 26’st  Broh, a dir poco incontenibile, punta Trainotti e tira in porta mettendo alla prova i riflessi di Marchegiani. La contesa si mantiene equilibrata, il Trento non punge e la squadra di Javorcic può limitarsi a controllare senza correre rischi sino al triplice fischio di chiusura, che arriva dopo quattro minuti di recupero. In classifica l’Alto Adige, ancora imbattuto, mantiene la leadership solitaria a quota 70 punti, allungando a +10 sul Padova (fermato sull’1-1 all’Euganeo dal Legnago Salus). Il Trento rimane invece fermo a 31 punti. Domenica alle 17.30, la prima della classe andrà a far visita al Piacenza.

 MATCH PREVIEW

Alto Adige allo start con il 4-3-2-1 (una sorta di 4-3-3 mascherato). Davanti a Poluzzi, basso a destra c’è De Col, sulla mancina Fabbri, Zaro-Curto la diga centrale; Gatto fa il play, mezze ali Tait e Broh, poi Galuppini e Rover sotto Odogwu. Il Trento oppone un 4-3-1-2. A protezione del portiere Marchegiani i quattro difensori da destra sono Dionisi, Trainotti, Carini e Simonti; Nunes vertice basso del rombo, Caporali e Belcastro larghi, Pasquato a suggerire il tandem Bocalon-Pattarello.




TRENTO-ALTO ADIGE 0-1

TRENTO (4-3-1-2): Marchegiani; Dionisi, Trainotti, Carini, Simonti; Caporali, Nunes (13’st Osuji), Belcastro (28’st Bearzotti); Pasquato; Bocalon (38’st Chinellato), Pattarello (13’st Barbuti).

A disp. Cazzaro (p), Pigozzo (p), Oddi, Scorza, Raggio, Ruffo Luci, Vianni, Seno.

Allenatore: Carmine Parlato.

ALTO ADIGE (4-3-2-1): Poluzzi; De Col, Zaro, Curto, Fabbri; Tait, Gatto, Broh; Galuppini (21’st Casiraghi), Rover (28’st Beccaro); Odogwu (28’st De Marchi).

A disp. Meli (p), Harrasser (p), Voltan, Fink, Fischnaller, Shaka-Mawuli, Heinz, H’Maidat. 

ARBITRO: Marco Monaldi di Macerata (Assistenti F. Cortese di Palermo e G. Pompei Poentini di Pesaro; IV Ufficiale F. Lipizer di Verona).

MARCATORI: 11’st Rover.
AMMONITI: 
Dionisi e Carini (T); Fabbri, Tait e Casiraghi (AA).
NOTE:
 Spettatori 2500 (sold out considerando il limite della capienza al 75% dei posti), 300 dei quali arrivati da Bolzano. Temperatura intorno ai 9°C, terreno in buone condizioni. Angoli 2-3 (2-2). Recupero: +1’pt, +4’st.

domenica 20 febbraio 2022

L'ALTO ADIGE HA LE POLVERI BAGNATE, SOLO UN PARI SENZA RETI CON LA PRO PATRIA AL DRUSO


(Gianluca Ricci) – 
Settimo pari in campionato per l’Alto Adige, fermato sullo 0-0 al Druso dalla Pro Patria. La truppa di Ivan Javorcic ha concesso poco o nulla ai biancoblu lombardi, creando anche una discreta mole di gioco ma è mancata del necessario cinismo sotto rete mostrandosi veramente pericolosa solo in una manciata di occasioni. Sicuramente per proprio demerito, tuttavia non si può non sottolineare la super-prestazione del ventenne portiere bustocco Elia Caprile, esperienze nel ChievoVerona e nel Leeds United, capace di parare di tutto e di più alla compagine bolzanina. Ennesimo baby numero uno tra l’altro a mettersi in evidenza contro la prima della classe dopo i vari Galeotti (Pergolettese), Rizzo (Pro Vercelli) e Zanellati (Giana Erminio). Altro evento che ha condizionato e non poco la partita dei bolzanini, l’infortunio occorso a Davi, costretto a cedere la ribalta a Fabbri poco oltre la mezzora di gioco. Bene l’intero blocco difensivo dei locali, rimandiamo il giudizio sui nuovi H’Maidat (buone chiusure in fase d’interdizione ma in difficoltà nell'impostare il gioco) e De Marchi scarsamente pericoloso nell’area avversaria. La Pro dal canto suo si è invece accontentata di attendere i più quotati avversari e ripartire, senza comunque mai metterli in reale difficoltà. Tre i forfait per infortunio tra i padroni di casa: Moscati, Vinetot e da ultimo Malomo. Torna a disposizione Fischnaller, inizialmente in panchina. Javorcic fa ancora ampio ricorso al turnover, cambiando sei pedine rispetto alla vittoria di mercoledi a Gorgonzola: Il Mister croato rilancia dal 1’ Zaro, Davi, H’Maidat, Beccaro, Voltan e De Marchi concedendo un turno di riposo a Fabbri, Tait, Gatto, Rover e Odogwu oltre a Malomo. Sin qui il numero 21 aveva saltato in campionato la sola trasferta di Seregno (14.11.2021) per squalifica. Sul fronte Pro Patria è piena emergenza. Colombo, Sportelli e Fietta sono squalificati e a questi si aggiungono sei infortunati: Banfi, Bertoni, Giardino, Lombardoni, Pizzul e Pierozzi. Convocato per far numero Lorenzo Rusconi, difensore della Primavera. In confronto al rovescio casalingo di quattro giorni fa con la Pro Sesto escono Pierozzi, Colombo, Stanzani e Castelli rilevati da Vaghi, Galli, Piu e Parker. L’esperto attaccante Pesenti, arrivato col mercato invernale, si accomoda tra le riserve. L’Alto Adige parte a mille e al 5’ va vicinissimo alla segnatura tre volte nella stessa azione: Broh crossa in mezzo, la difesa respinge, Voltan calcia al volo, murato, Casiraghi prova due volte il tap in, Caprile si supera e salva il risultato. Un minuto dopo nuovo miracolo del portiere lombardo, bravo ad opporsi ad una potente conclusione di De Col. La squadra di casa mantiene le redini del gioco e ci riprova al 36’ col neo entrato Fabbri, il quale crossa basso dalla linea di fondo, Molinari cercando di spazzare rischia l’autogol, Caprile ci mette una pezza. Si va al riposo sullo 0-0. Al ritorno in campo Javorcic avvicenda H’Maidat e Beccaro con Gatto e Galuppini, passando per una ventina di minuti ad un 4-2-3-1 per poi tornare all’assetto di partenza quando Tait rileva Voltan. La Pro Patria, da par suo, a metà secondo tempo cambia l’intero attacco: fuori Piu e Parker a vantaggio di Stanzani e Pesenti. Nonostante i cambi i temi non cambiano, l’Alto attacca a testa bassa senza comunque riuscire a passare. Nell’ultimo quarto di gara la contesa si innervosisce, le squadre sono stanche, fioccano i cartellini gialli e nonostante un timido tentativo dei bustocchi di uscire dal guscio il match si chjude sullo 0-0. A dispetto della mancata vittoria, Poluzzi (21° partita senza subire gol) mantengono la leadership solitaria con 67 punti a più otto sul Padova, fermato sul 2-2 esterno a Trento. Proprio quest’ultimo, mercoledì sera alle 21 al Briamasco, sarà il prossimo asvversario degli uomini di Javorcic in un derby che si preannuncia molto interessante.

 

MATCH PREVIEW

Al via l’assetto tattico dell’Alto Adige è quello ormai collaudato, un 4-3-2-1. Poluzzi in porta, De Col esterno basso a destra, Zaro-Curto difensori centrali, Davi quarto a sinistra. H’Maidat ha le chiavi della mediana, mezze ali Broh da una parte e Beccaro dall’altra con Casiraghi e Voltan sotto a De Marchi. La Pro Patria conferma il suo 3-5-2 (quasi un 3-5-1-1): Caprile a guardia dei pali protetto dalla linea difensiva Saporetti-Boffelli-Molinari. Vaghi è l’esterno destro, Nicco il play, Ghioldi e Ferri gli interni di centrocampo, Galli agisce da quinto sulla fascia mancina. In attacco Piu qualche passo dietro Parker.

ALTO ADIGE-PRO PATRIA 0-0

ALTO ADIGE (4-3-2-1): Poluzzi; De Col, Zaro, Curto, Davi (32’pt Fabbri); Broh, H’Maidat (1’st Gatto), Beccaro (1’st Galuppini); Casiraghi, Voltan (17’st Tait); De Marchi (40’st Odogwu).

A disp. Meli (p), Theiner (p), Fink, Fischnaller, Rover, Shaka-Mawuli.

Allenatore: Ivan Javorcic.

PRO PATRIA (3-5-1-1): Caprile; Saporetti, Boffelli, Molinari; Vaghi (29’st Vezzoni), Ghioldi (13’st Brignoli), Nicco, Ferri, Galli; Piu (20’st Stanzani); Parker (20’st Pesenti).

A disp. Mangano (p), Castelli, Rusconi.

Allenatore: Luca Prina.

ARBITRO: Claudio Petrella di Viterbo (Assistenti G. Licari di Marsala e A. Torresan di Bassano del Grappa; IV Ufficiale F. Colaninno di Nola).

AMMONITI: Casiraghi e Voltan (AA); Ghioldi, Vaghi, Boffelli,  Brignoli, Nicco e Molinari (PP).

NOTE: Spettatori un po’ meno di mille (capienza limitata al 75% dei posti). Soleggiato, temperatura di 16°C, terreno in buone condizioni. Angoli 9-4 (2-3). Recupero: +1’pt, +6’st.