venerdì 29 maggio 2026

SENZA BRAVO, VIA ANCHE CASTORI

 


Il destino di Bravo era legato a doppio filo a quello di Fabrizio Castori. Il nuovo direttore sportivo sceglierà un allenatore e i giocatori funzionali alle sue idee. Di conseguenza, risulta impensabile una conferma di mister Castori sulla panchina biancorossa. Il quasi settantaduenne tecnico marchigiano ha ancora grandi motivazioni e voglia di mettersi in gioco, anche a Bolzano, ma l'ambiente societario ed anche il nuovo responsabile dell'area sportiva opteranno per scelte differenti. Le parti sono al lavoro per risolvere anticipatamente il contratto in scadenza il 30 giugno 2027, dopo il rinnovo scattato automaticamente con il raggiungimento del traguardo salvezza.

BRAVO L'ARCHITETTO CHE HA FATTO GRANDE L'ALTO ADIGE: I MOTIVI DIETRO L'ADDIO


Era il 23 aprile 2018, quando Paolo Bravo arrivò a Bolzano in qualità di responsabile dell'area sportiva, sostituendo l'allora direttore sportivo Aladino Valoti, che scelto da Zamparini partii alla volta di Palermo. In questi otto anni di "regno biancorosso", il ds bresciano ha saputo mantenere la squadra ai vertici della Serie B, sino ad ottenere la vittoria del campionato Serie C 2021/22 e la conseguente storica promozione in cadetteria. Negli anni di Serie C è stato in grado di costruire rose sempre all'altezza della situazione, gettando le basi per quella squadra che poi vinse il campionato di Serie C, infrangendo svariati record di imbattibilità, grazie ad una difesa impenetrabile e alla sapiente regia di un allenatore emergente come Ivan Javorcic, scelto da "semi-sconosciuto" dalla Pro Patria. Alla prima stagione in Serie C arrivano giocatori importanti per la categoria da Federico Ravaglia e Nicolò Casale all'epoca sconosciuti e ora impegnati in Serie A ed in Europa con la maglia del Bologna, sino ai vari Fabbri, De Rose, Morosini e Mazzocchi. Negli anni successivi gli acquisti fondamentali di Poluzzi, Casiraghi, Rover, Odogwu, De Col, El Kaouakibi, Curto, Zaro, Malomo e via discorrendo: tutti giocatori portati in dote a Bolzano da Paolo Bravo e che hanno saputo dare quel valore aggiunto alla squadra per il raggiungimento dello storico traguardo. 

Il capolavoro avviene alla prima stagione di Serie B: prima partecipazione, sesto posto in classifica e finale play-off per accedere in Serie A sfumata di un soffio nella semifinale di ritorno a Bari. Eppure quella stagione cominciò male: la scelta (infelice) di affidare la panchina ad un tecnico inesperto per la B come Lamberto Zauli, sollevato dall'incarico dopo le prime amichevoli estive e la prestazione incolore nel preliminare di Coppa Italia persa contro la Feralpisalò. Da qui la decisione temporanea di affidare la panchina a Leandro Greco e la successiva scelta di consegnare le chiavi della panchina ad un allenatore esperto e grintoso come Pierpaolo Bisoli. Con Bisoli la squadra decolla, grazie alla super regia di Nicolussi Caviglia, giunto in prestito dalla Juventus (altro colpo da maestro), e ad un giusto mix di giocatori d'esperienza per la categoria e giovani in rampa di lancio. Sempre con budget tra gli ultimi della categoria ha saputo costruire squadre all'altezza della situazione, salvandosi per i successivi due anni senza troppi patemi d'animo, prima con due e poi con una giornata d'anticipo. Positiva la scelta di affidare la panchina ad un allenatore emergente come Federico Valente, meno felice quella legata a Marco Zaffaroni, che ha affossato la squadra in fondo alla graduatoria. Ottima la scelta di Fabrizio Castori, il quale ha rimesso le cose in sesto, portando la nave al riparo da spiacevoli inconvenienti. Paolo Bravo ha saputo costruire squadre capaci di incarnare i valori dei club, quali l'umiltà e la dedizione al lavoro e al sacrificio. Ha sempre badato a valutare primariamente i valori umani e poi quelli tecnici.

Questa stagione sono arrivate le prime vere difficoltà: scelte di mercato non troppo soddisfacenti nel corso della sessione estiva, non supportate dai "rattoppi" provenienti dal mercato invernale, quest'ultimo polmone fondamentale in tutti gli anni di Serie B per trovare le occasioni di mercato necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati. I problemi maggiori si sono riscontrati nel reparto arretrato, a partire dalla porta. La separazione con Poluzzi, totem dello spogliatoio biancorosso, messo ai margini del progetto tecnico già nel corso del ritiro estivo. Rimasto a Bolzano, nonostante il "foglio di via", lo scorso gennaio passa al Ravenna; al suo posto viene preso Borra, nulla di più di un semplice rincalzo, che si è trovato a ricoprire il ruolo di secondo, dato lo sfortunato infortunio di Cragno, che nella testa del ds bresciano sarebbe stato il primo portiere. In difesa negativi gli innesti di Mancini e Bordon, che non sono risultati essere valide alternative al terzetto rappresentato da Kofler, Pietrangeli e Veseli. Gli unici all'altezza del ruolo El Kaouakibi adattato a braccetto difensivo e l'ormai quarantenne Masiello. Proprio con l'ex Atalanta e Genoa ci sono state delle incomprensioni, che hanno portato alla decisione di allontanarlo anzitempo dal centro sportivo di Maso Ronco, non consentendogli di stare al fianco della squadra in un momento delicato della stagione come quello dei play-out. Proseguendo le scelte infelici riguardano anche gli acquisti di Italeng, Tonin e Coulibaly veri e propri oggetti misteriosi di entrambe le sessioni di mercato, con il centrocampista senegalese rimasto a libro paga della società biancorossa, seppur messo fuori rosa in inverno. Il colpo ad effetto era rappresentato da Simone Verdi, ma il fantasista ex tra le tante di Napoli, Bologna e Torino non ha inciso come ci si aspettava. Non sufficienti gli apporti di Frigerio e Crnigoj a gennaio, mentre gli unici buoni innesti sono risultati essere quelli di Tronchin, giocatore di prospettiva con ancora buoni margini di miglioramento, e Pecorino che a Bolzano si è potuto rilanciare, sfiorando la doppia cifra in termini di marcature. 

Al netto di tutto ciò, entrambe le parti (ndr, società e direttore sportivo) si sono rese conto che i rispettivi percorsi erano arrivati alla conclusione. Questione di nuovi stimoli, ma anche di visioni differenti su alcune scelte appartenenti al passato e su programmi futuri. Da qui la decisione reciproca di separarsi, senza rancori, e con piena gratitudine per lo splendido percorso condiviso di otto anni. Il direttore sportivo Paolo Bravo va solo ringraziato per aver contribuito fortemente a portare questa squadra a livelli mai visti prima d'ora in questo territorio. Un grande grazie direttore!

giovedì 28 maggio 2026

BRAVO - ALTO ADIGE: DOPO OTTO ANNI UFFICIALE LA SEPARAZIONE

 


Dopo otto anni, le strade di Paolo Bravo e dell'Alto Adige si separano. Come anticipato nella giornata di ieri, la società ha messo in atto "una mezza rivoluzione", che oggi ha avuto nell'addio di Bravo il suo primo atto. Nei prossimi giorni seguirà l'ufficialità dell'interruzione del rapporto tra la società biancorossa e mister Castori, con il nuovo direttore sportivo che sceglierà un suo "uomo di fiducia", come guida tecnica della squadra.

Nella nota odierna la società biancorossa comunica di aver trovato un accordo con il direttore sportivo bresciano per la risoluzione consensuale del rapporto di collaborazione. Sono stati otto anni ricchi di successi, ma entrambe le parti hanno maturato la convinzione che questo fosse il giusto momento per separarsi e trovare nuovi stimoli in percorsi differenti.

La nota del Presidente Gerhard ComperA nome della società desidero esprimere a Paolo Bravo il nostro più sentito ringraziamento e la più alta riconoscenza per l’eccellente collaborazione negli ultimi otto anni, ricchi di soddisfazioni. Con la sua preziosa guida sportiva, il club ha conosciuto una crescita costante, centrando risultati storici e di grande prestigio. A Bravo va riconosciuto un ruolo determinante nella storica e memorabile promozione in Serie B e nelle salvezze conquistate nelle stagioni seguenti. Con competenza, professionalità e grande dedizione, ha lasciato un segno profondo, patrimonio di cui la società potrà beneficiare anche in futuro”.

La risposta dell'ormai ex direttore sportivo biancorosso: "Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine a tutta la società, a partire dai presidenti che si sono alternati in questo periodo e da coloro che hanno creduto in me, scegliendomi prima e confermandomi poi nel corso degli anni. Un ringraziamento speciale va a tutta la provincia altoatesina e a tutti i tifosi  per il costante sostegno dimostrato in questi otto anni. Vorrei inoltre rivolgere un pensiero a tutti gli allenatori, ai giocatori e a tutte le persone che, spesso lontano dai riflettori, hanno lavorato con dedizione per il club: il mio percorso di crescita è stato possibile grazie al contributo di ciascuno di loro. Mando un forte abbraccio a tutte le persone che ci sono sempre state vicine".


mercoledì 27 maggio 2026

SARA' UNA MEZZA RIVOLUZIONE: VIA CASTORI E ANCHE BRAVO?

 


Ieri sera con la cena tra staff tecnico, squadra e dirigenza è calato ufficialmente il sipario sulla stagione 2025/26 dell'Alto Adige. Ora i giocatori sono liberi di partire per le ferie, con gli stranieri che hanno lasciato il gruppo già nel fine settimana, una volta terminato l'impegno di play-out contro il Bari. Da questa mattina sono partiti i colloqui tra società, direttore sportivo e mister, per valutare se ci sono i presupposti per proseguire questo percorso assieme. I colloqui che coinvolgeranno anche i senatori della squadra, proseguiranno per tutta questa settimana e potrebbero protrarsi pure per la prossima. La sensazione è che ci sarà una sorta di "mezza rivoluzione": all'esterno i rapporti tra Fabrizio Castori e alcuni elementi più rappresentativi della rosa non sono apparsi propriamente idilliaci. I senatori, privati della presenza di Poluzzi e Masiello, gradirebbero una nuova guida tecnica, più moderna e votata ad un calcio più manovriero. Qualche screzio di spogliatoio ha minato i rapporti tra il gruppo squadra e lo staff tecnico. La società di viale Trieste riconosce il prezioso lavoro di mister Castori, così come la piazza altoatesina, che in un meramente indicativo e recente sondaggio sulla pagina Facebook ha votato a favore della riconferma di Castori con il 59% delle preferenze. D'altro canto il curriculum e l'esperienza accumulata in decenni di panchine in tutte le categorie, dalla Serie A sino alla terza categoria, parlano per sé. Con la salvezza, il tecnico marchigiano si è visto automaticamente rinnovare il proprio contratto di un'ulteriore stagione, ma è anche vero che, con le ormai prossime settantadue primavere, la società biancorossa dovrà fare una valutazione a più ampio raggio sul futuro del progetto tecnico e decidere eventualmente se porre fine in via anticipata al rapporto. 

In questo discorso rientra anche la posizione del direttore sportivo Paolo Bravo, che ha sempre messo la faccia sulle proprie scelte e al quale va dato merito per la positiva intuizione di confermare la fiducia a Castori anche per i play-out, nonostante il trend altamente negativo della squadra. Toccando i tasti giusti, tecnico e direttore sportivo sono stati capaci di ricompattare una squadra rattristita dalle recenti prestazioni, e che ha saputo reagire in campo, disputando centottanta minuti vigorosi e prendendosi la salvezza con pieno merito. Come detto, da questi confronti verranno decise le sorti anche del direttore sportivo bresciano, radicatosi a Bolzano nell'aprile 2018 e con un contratto in corso di validità sino al 30 giugno 2027. Che il destino biancorosso sia con Bravo o senza Bravo, il gruppo squadra subirà un profondo cambiamento con metà rosa che, per differenti motivi, non sarà più la stessa.