187 partite, 16.800 minuti giocati, 80 clean sheet: troppo poco per riassumere l'esperienza di Giacomo "Jack" Poluzzi a Bolzano. Ciò che Poluzzi lascia all'ambiente altoatesino va ben oltre i numeri: è un’eredità sportiva e umana, che resterà impressa nella memoria di tutto il popolo altoatesino. Dopo cinque stagioni e mezzo memorabili, il portierone bolognese ha salutato l'Alto Adige per passare al Ravenna, con cui ha firmato probabilmente il suo ultimo contratto fino al 30 giugno 2027. Approdato a Bolzano nell'estate 2020 quasi in punta di piedi, se ne va oggi da assoluto protagonista, simbolo e secondo per presenze all-time tra i pali biancorossi (il primato è di Andrea Servili a quota 210).
L’arrivo nell'estate 2020
L'esordio tra i "pro" avvenne in Serie C2 con la Giacomense nel 2010, in precedenza esperienze in Serie D con Crevalcore, Carpi ed Este. Seguono due buone stagioni in forza alla Fidelis Andria, poi la svolta con il passaggio alla Spal e proprio a Ferrara arrivò l'esordio in Serie B e A. Nell'estate 2019 terminò il contratto con gli spallini e a trentuno anni rimase senza contratto. A mercato concluso arrivò l'accordo con la Virtus Francavilla, che sancì il rilancio di Poluzzi. Quando il portiere bolognese approda all'Alto Adige nell'estate 2020, il club è una realtà ambiziosa della Serie C, in cerca del salto di qualità definitivo. In quella sessione di calciomercato, la rosa viene rinforzata da degli innesti che, assieme a "Jack", hanno scritto in seguito pagine importanti della storia biancorossa, come Curto, Rover e Odogwu. Né la società e né Poluzzi si sarebbero mai aspettati, quanto successo gli anni seguenti. Il portiere bolognese porta subito affidabilità, esperienza, leadership e una presenza tra i pali che diventa rapidamente un marchio di fabbrica. Un portiere esplosivo con grande senso della posizione, e grazie anche alle sue parate i biancorossi raggiungono traguardi di squadra mai raggiunti prima d'ora. Nella stagione 2021/22 avviene il vero e proprio miracolo: a dicembre arriva il record di imbattibilità, interrotto nel recupero della sfida contro il Legnago e durato per ben undici partite e complessivi 1019 minuti. La stagione si concluse con un incredibile 29 alla voce clean sheet e sole 9 reti subite in 38 sfide di campionato, ma soprattutto con la vittoria del campionato e la storica prima promozione in Serie B. Rimane memorabile la parata compiuta nei minuti finali della sfida decisiva nella penultima giornata contro il Padova, dove il numero 1 ha sbarrato la porta biancorossa, mantenendo il risultato sullo 0-0 e consentendo così agli altoatesini di presentarsi alla gara di Trieste con i favori del pronostico. Stagione conclusa con il primato di difesa meno battuta di tutta Europa.

La Serie B vissuta per la prima volta da protagonista
Il salto di categoria non lo intimorisce. Anzi. Poluzzi si dimostra all’altezza della nuova sfida, contribuendo a due stagioni di grande valore in cadetteria, divenendo un punto fermo della rosa biancorossa. La stagione 2022/23, la prima storica in cadetteria, si conclude con il sesto posto finale in campionato e la semifinale play-off, persa contro il Bari, risultando per tutto l'anno semplicemente invalicabile. Nella seconda stagione si ripete su ottimi livelli, nonostante si riveli più complicata in termini di risultati sul campo, ma l'obiettivo rimase quello della permanenza in categoria e grazie ad alcuni suoi interventi prodigiosi, la squadra altoatesina raggiunge la meta. Le ultime stagioni sono quelle più complicate: subentrano acciacchi fisici importanti, su tutti alla schiena. Nonostante diverse settimane fuori dal terreno di gioco è qui che l'uomo Poluzzi dà dimostrazione delle sue doti umane, divenendo prezioso consigliere e punto di riferimento per i compagni, un professionista esemplare, e sempre più un volto amato dalla comunità altoatesina.
L’addio e il nuovo capitolo
Ieri è arrivato il momento dei saluti. Poluzzi riparte da Ravenna, città che lotta ai vertici del campionato di Serie C girone B (attualmente occupa la seconda piazza) e che lo accoglie come un leader pronto a fare la differenza dentro e fuori dal campo. Fatto non trascurabile, l'opportunità di avvicinarsi a casa ed in particolare alla moglie Alessia ed ai figli Niccolò e Leonardo. A Bolzano, lascerà sicuramente un pezzo di cuore, per quello che è stato il capitolo più importante ed emozionante della sua carriera. Il popolo biancorossa non dimenticherà le sue gesta e il suo spessore umano, grazie di cuore Jack.