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sabato 16 aprile 2022

ALTO ADIGE E PADOVA ABBONATE ALLO 0-0, VERDETTO RIMANDATO ALL'ULTIMA GIORNATA DI CAMPIONATO


(Gianluca Ricci) – 
Sarà indispensabile attendere l’ultima giornata - in programma tra sette giorni - al fine di decidere la volata promozione che vede interessate Alto Adige e Padova. L’atteso big match tra prima e seconda in classifica del girone A, disputato questo pomeriggio in uno Stadio Druso gremito e ribollente di passione, scivola via con l’ennesimo pari senza reti. Identico risultato di due dei tre confronti stagionali tra le stesse contendenti già in archivio, vale a dire l’andata di campionato e gara1 della finale di Coppa. Come i precedenti, anche in questo quarto faccia a faccia bolzanini ed euganei si sono annullati a vicenda. Ben organizzate, quadrate, attente e pronte a colpire in contropiede, le formazioni in campo hanno dato vita a 90’ intensi, vibranti e segnati dall’equilibrio ma anche dal nervosismo. L’esperto arbitro Daniele Rutella di Enna ha dapprima provato ad adottare una direzione all’inglese, lasciando correre su molte cose, salvo poi dover riprendere le redini con la sua abituale fama di fischietto dal cartellino facile: ben dieci gli ammoniti totali. La capolista fa registrare il forfait di Capitan Fabian Tait, procuratosi uno stiramento nella rifinitura di ieri e rilevato dal 1’ da Moscati. Altre tre le varianti rispetto alla trasferta di Fiorenzuola nell’undici d’avvio: riguardano Malomo, Zaro e Gatto schierati al posto di De Col, Vinetot e H’Maidat. Squalificato per un turno Ivan Javorcic, in panchina debutta come capo allenatore il suo secondo Leandro Greco, 36enne ex centrocampista di Roma, Verona, Livorno e Olympiacos. Gli euganei devono invece rinunciare agli indisponibili Curcio, Busellato e Nicastro. In confronto alla sfida casalinga con la Giana, cambiano cinque titolari: Valentini, Kirwan, Jelenic, Ronaldo e Santini rilevano Monaco, Germano, Della Latta, Settembrini e Ceravolo. La novità tattica di Mister Oddo è l’arretramento del 29enne attaccante sloveno, mattatore della finale di Coppa, sulla linea di trequarti. Semaforo verde e trascorsi due minuti appena è l’Alto Adige a confezionare la prima occasione pericolosa: sovrapposizione di Davi che crossa dal fondo, Moscati opera un doppio tentativo, con il pallone che fa il flipper e viene murato. Padroni di casa ancora in evidenza al 19’pt, quando Malomo batte un fallo laterale, Voltan aggancia e il suo tiro è deviato in angolo. Prima del riposo c’è tempo per la prima chance da parte dei biancoscudati, con Jelenic quasi dalla linea di fondo (38’pt), Zaro è lesto a spazzare in corner anticipando anche Poluzzi. Alla ripresa delle ostilità gli allenatori danno il via alla consueta girandola delle sostituzioni. Oddo utilizza i suoi slot per inserire prima Saber e Ceravolo (10’st), poi Cissé (34’st) quindi Pelagatti e Della Latta (41’st) togliendo Bifulco, Santini, Ronaldo, Ajeti e Dezi; nei tre blocchi a lui riservati, Greco lancia invece al 20’st Odogwu e Casiraghi, al 35’st Shaka-Mawuli, quindi al 44’st De Col e Fabbri per De Marchi, Voltan, Broh, Malomo e Moscati. Tatticamente in ogni caso l’assetto resta quello di partenza almeno sino all’ultimo quarto d’ora, quando sia l’una che l’altra optano per un più accorto 4-4-2. La cronaca offre due soli spunti degni di nota. Il primo al 22’st quando l’arbitro concede il vantaggio su un intervento ai danni di Odogwu, palla a Rover che fa gol ma il direttore di gara annulla su segnalazione del primo assistente, ravvisando posizione di offside dell’attaccante bolzanino; l’altra al 4’ di recupero è di marca patavina: Saber pennella una punizione per la testa di Pelagatti sulla quale Poluzzi è un gatto e respinge compiendo un autentico miracolo. Trascorsi 6’ di additional time, l’arbitro rimanda tutti negli spogliatoi senza vinti, né vincitori, né tantomeno promossi. L’Alto Adige leader a quota 87 punti in classifica, Padova secondo a 85 e sentenza rimandata a domenica 24 aprile quando i biancorossi saranno di scena a Trieste mentre i biancoscudati riceveranno la visita della Virtus Verona.

MATCH PREVIEW

Nel 4-3-2-1 dell’Alto Adige trovano posto Poluzzi tra i pali, Malomo a destra e Davi a sinistra esterni bassi con Zaro e Curto centrali a completare la difesa; Gatto è il regista, Broh e Moscati le mezze ali, in attacco Voltan e Rover agiscono sotto la punta De Marchi. Per il Padova è 4-3-3: in porta Donnarumma, protetto dalla retroguardia a quattro da destra Gasbarro-Ajeti-Valentini-Kirwan; a centrocampo Ronaldo detta i tempi affiancato da Jelenic e Dezi, mentre Santini fa la boa nel tridente con Chiricò e Bifulco larghi.


ALTO ADIGE-PADOVA 0-0

ALTO ADIGE (4-3-2-1): Poluzzi; Malomo (44’st De Col), Zaro, Curto, Davi; Broh (35’st Shaka-Mawuli), Gatto, Moscati (44’st Fabbri); Voltan (20’st Casiraghi), Rover; De Marchi (20’st Odogwu).

A disp. Meli (p), Vinetot, Fink, Fischnaller, Galuppini, H’Maidat, Beccaro. 

Allenatore: Leandro Greco (Javorcic squalificato).

PADOVA (4-3-3): Donnarumma; Gasbarro, Ajeti (41’st Pelagatti), Valentini, Kirwan; Jelenic, Ronaldo (34’st Cissé), Dezi (41’st Della Latta); Chiricò, Santini (10’st Ceravolo), Bifulco (10’st Saber).

A disp. Vannucchi (p), Gherardi (p), Germano, Terrani, Settembrini, Ceravolo, Monaco.

Allenatore: Massimo Oddo.

ARBITRO: Daniele Rutella di Enna.

ASSISTENTI: Alex Cavallina di Parma e Antonio Severino di Campobasso.

IV UFFICIALE: Federico Longo di Paola.

AMMONITI: Broh, De Marchi, Curto, Casiraghi, Rover e l’all. Greco (AA); Santini, Ronaldo, Saber e Ajeti (P).

NOTE: Druso sold out da giorni, spettatori 5100 (1500 circa nel settore ospiti). Giornata ventosa ma soleggiata, temperatura di 24°C, terreno in ottime condizioni. Ripresa iniziata con 10’ di ritardo per garantire la contemporaneità con le altre partite del girone. Angoli 3-4 (2-2). Recupero +2’pt, +6’st.





mercoledì 2 giugno 2021

L'ALTO VINCE IN PIENO RECUPERO, MA IN SEMIFINALE VA L'AVELLINO


(Gianluca Ricci) -
Inutile vittoria dell’Alto Adige, che s’impone di misura sull’Avellino nel ritorno dei quarti dei playoff ma questo non gli basta per ribaltare lo 0-2 esterno dell’andata. Uno a zero il finale del confronto del Druso, in virtù del calcio di rigore trasformato da Casiraghi al 53’ della ripresa. Diciassettesima rete stagionale del Principino bergamasco. I biancorossi di Vecchi, nel corso della gara - giocata davanti a quasi 700 tifosi - non sono riusciti a sfruttare la superiorità numerica a proprio favore, scaturita dall’espulsione dell’irpino Aloi (somma di ammonizioni) trascorsi appena 27’ di gioco. Nei 60’ con l’uomo in più, la squadra di Vecchi ha attaccato, creando anche qualche nitida palla-gol, senza però riuscire a sbloccare il punteggio in tempo per tentare di costruire una rimonta. Tre gli assenti tra i padroni di casa, tutti fermati dal Giudice Sportivo: El Kaouakibi, Tait e Marchi. Poi nel warm-up prepartita si fa male Gatto, squalificato all’andata, che avrebbe dovuto far parte della formazione titolare. Vecchi rispetto a domenica cambia due centrocampisti su tre: dentro Fink e Beccaro al posto di Greco e Tait. Confermato al contrario in extremis Karic, rientrato nell’undici di partenza proprio in seguito all’infortunio occorso all’ex Toro. Novità anche in attacco con Casiraghi e Fischnaller dall’inizio a scapito di Rover e Odogwu. Tra gli ospiti, Braglia non ha Laezza (una giornata di squalifica), ma ritrova Baraye out in gara1 per lo stesso motivo. Nel lineup d’avvio Ciancio scala in difesa, Rizzo è il quinto di destra, in avanti Santaniello rileva Fella. Un vero bollettino di guerra la lista dei diffidati, ben otto per parte: Poluzzi, Morelli, Curto, Polak, Greco, Karic, Fink e Vecchi sul fronte biancorosso; Ciancio, Dossena, Illanes, Aloi, Carriero, Fella, De Francesco e Braglia su quello biancoverde. Inizia il match e l’iniziativa dei locali è subito vivace e propositiva. La potenziale svolta al 27’ quando l’arbitro Di Graci sventola il secondo giallo, e quindi il rosso, ad Aloi dopo averlo già graziato qualche istante prima. In inferiorità numerica Braglia, allenatore dell’Avellino, sacrifica una punta (Santaniello) inserendo un centrocampista (De Francesco) con l’intenzione di riequilibrare tatticamente i suoi. L’Alto Adige si lancia alla ricerca del gol e al 36’ Voltan impegna Forte con un tiro a giro dal limite ma  il portiere biancoverde blocca a terra. Tre minuti più avanti l’attaccante d’origine veneta pennella un cross dalla destra, Fischnaller conclude di testa ma Forte si supera ancora smanacciando il pallone. E’ questa l’occasione più pericolosa dei bolzanini nel corso del primo tempo. Nella ripresa la contesa è sempre intensa, i nervi sono a fior di pelle, tuttavia l’arbitro con un’oculata gestione dei cartellini riesce a tenere le redini del match. Vecchi modifica qualcosa nella sua formazione, inserendo via via dalla panchina quanti più elementi offensivi possibile. L’Alto Adige continua ad attaccare, l’Avellino si difende ma non cambia nulla sino al 9’ di recupero quando De Francesco stende il nuovo entrato Rover in area. Di Graci indica il dischetto, dove va Casiraghi e trasforma per l’1-0 altoatesino. Ma è troppo tardi, a volare in semifinale (contro il Padova) è l’Avellino. A Fischnaller e compagni non resta che la magra consolazione di congedarsi a testa alta da un’annata che li ha comunque visti grandi protagonisti.

MATCH PREVIEW

Nel 4-3-2-1 dell’Alto Adige, Vecchi presenta dal 1’ Poluzzi in porta, Morelli basso a destra, Curto e Vinetot nel mezzo, Fabbri sulla mancina. Fink disegna le geometrie a centrocampo, ai suoi fianchi Karic e Beccaro mezze ali, poi Casiraghi e Voltan trequartisti ad ispirare Fischnaller unica punta. Piero Braglia e il suo Avellino salgono invece al Druso con il tradizionale 3-5-2: Forte a difesa dei pali poi Ciancio, Dossena e Illanes sono i tre centrali difensivi. Rizzo fa l’esterno alto a destra, Tito il quinto a sinistra, in regia c’è Aloi con Carriero e D’Angelo interni. In attacco tandem Santaniello-Maniero. 


ALTO ADIGE-AVELLINO 1-0

ALTO ADIGE (4-3-2-1): Poluzzi; Morelli, Curto, Vinetot (35’st Magnaghi), Fabbri (35’st Davi); Karic (9’st Greco), Fink (20’st Rover), Beccaro (1’st Odogwu); Casiraghi, Voltan; Fischnaller.

A disp. Meneghetti (p), Pircher (p), Gatto, Malomo, Polak.

Allenatore: Stefano Vecchi.

AVELLINO (3-5-2): Forte; Ciancio, Dossena, Illanes; Rizzo (40’st Adamo), Carriero (40’st Miceli), Aloi, D’Angelo, Tito; Santaniello (30’pt De Francesco), Maniero (28’st Bernardotto).

A disp. Pane (p), Leoni (p), M. Silvestri, Fella, Errico, Rocchi, L. Silvestri.

Allenatore: Piero Braglia.

ARBITRO: Alessandro Di Graci di Como (Assistenti M. Ceccon di Lovere e C. Cataldo di Bergamo; IV Ufficiale L. Zufferli di Udine).

MARCATORE: 53’st rig. Casiraghi.

NOTE: Spettatori 675 (massimo consentito dalle nuove disposizoni in base alla capienza del Druso), di cui 136 ospiti. Prima della partita premiati Fink e Fabbri rispettivamente per 300 e 100 presenze in biancorosso. Angoli 10-1. Espulso Aloi (AV) al 27’pt per doppio cartellino giallo. Ammoniti Curto, Voltan, Greco e Vinetot (AA); Forte, Illanes e Adamo (AV). Recupero +2’pt, +6’st.



domenica 30 maggio 2021

BIANCOROSSI KAPPAO' AD AVELLINO (0-2)


(Gianluca Ricci) -
Cade l’Alto Adige al Partenio-Lombardi, uscito sconfitto per mano dell’Avellino dal match di andata del secondo turno (quarti di finale) dei playoff nazionali. Due a zero il punteggio a favore dei Lupi d’Irpinia, alla loro dodicesima vittoria nelle ultime 13 gare casalinghe. Pur giocando alla pari con i quotati biancoverdi di Braglia, ai bolzanini è mancato qualcosa in fase di finalizzazione come troppo spesso è accaduto nell’arco di questa pur eccellente stagione. Nel corso del match l’Avellino ha senz’altro creato qualcosa in più rispetto ai biancorossi, anche capitalizzando al meglio le occasioni propizie, ma sul risultato pesano - e neanche poco - alcune decisioni controverse dell’arbitro Rutella. Non tanto nel caso dell’espulsione di Marchi, reo di aver colpito con una manata Adamo al 38’st, quanto per non aver concesso un evidente penalty alla squadra di Vecchi in pieno recupero (mani in area di un calciatore avversario). Rimasto a Bolzano il solo Gatto, fermato dal Giudice Sportivo (somma di cartellini gialli), Mister Stefano Vecchi può contare sull’intera rosa. Il tecnico, al rientro da una giornata di squalifica al pari di Curto, ne cambia quattro rispetto alla vittoriosa gara2 con la Pro Vercelli. Fuori Polak, Gatto, Fink e Casiraghi, al loro posto trovano spazio dal 1’ Curto, Greco, Karic e Rover. Piero Braglia, che non può disporre di Baraye (squalificato), conferma invece per intero la formazione che ha battuto in casa il Palermo. Miceli, squalificato mercoledì scorso, oggi inizia dalla panchina. Sei per parte i diffidati: Poluzzi, Morelli, Tait, Fink, Polak e Karic sulla sponda bolzanina; Laezza, Dossena, Ciancio, Carriero, Aloi e Fella su quella irpina. Inizia la gara e il primo squillo è dei locali: al 10’ cross mancino di Tito, Vinetot anticipa Maniero e mette in angolo. Irpini ancora pericolosi al 13’: traversone di Ciancio, Carriero di testa mette di poco a lato. L’assetto tattico dell’Alto Adige presta il fianco alle scorribande avversarie sulle corsie, ma Vecchi corre ai ripari e blocca le fasce evitando ulteriori problemi. Al 33’ la formazione biancorossa prova a sfruttare una grande chance: sospetto contatto Karic-Aloi sulla trequarti, l’arbitro lascia proseguire, in situazione di tre contro una Odogwu lancia Rover in profondità, ma l’attaccante veneto non si coordina. Nella ripresa parte di nuovo forte la squadra di Braglia, che al 28’ con un pizzico di fortuna passa in vantaggio. Tito si ritrova sui piedi un pallone tornato indietro e, dal limite dell’area, scocca un sinistro micidiale sul quale Poluzzi non può nulla. Al 35’ poi il bis: angolo da destra, la difesa bolzanina non è piazzata a dovere e Santaniello sul primo palo di testa raddoppia. Gara virtualmente conclusa, c’è spazio solo per il rosso al neo entrato Marchi e per il penalty negato a Tait e soci per mani in area al 92’. Mercoledì alle 17.30 retour match allo Stadio Druso: per andare avanti l’Alto Adige deve vincere come minimo con due reti di scarto. In quanto testa di serie, la truppa di Vecchi accederebbe alla semifinale anche a parità di reti totali nei 180’. Ai bolzanini servirà tutta la spinta dei propri tifosi che, in base alle nuove norme, torneranno allo stadio in quantità non superiore al 25% della capienza.

MATCH PREVIEW

Lo schieramento di partenza dell’Alto Adige prevede un 4-3-2-1. A difesa dei pali c’è Poluzzi, gli esterni bassi sono Morelli a destra e Fabbri a sinistra, Vinetot e Curto i centrali. Greco dirige le operazioni nella zona nevralgica, Tait e Karic agiscono da mezze ali, poi Voltan e Rover sulla trequarti a ridosso del centroboa Odogwu. L’Avellino si dispone invece con un 3-5-2. Forte in porta, retroguardia a tre Laezza-Dossena-Illanes. A centrocampo Ciancio sull’out destro,Tito fa il quinto a sinistra, Aloi il playmaker con Carriero e D’Angelo interni. Fella e Maniero le punte.


AVELLINO-ALTO ADIGE 2-0

AVELLINO (3-5-2): Forte; Laezza (26’st Rizzo), Dossena, Illanes; Ciancio, Carriero (33’st Adamo), Aloi, D’Angelo (42’st De Francesco), Tito; Fella (26’st Santaniello), Maniero (42’st Bernardotto).

A disp. Pane (p), Leoni (p), Miceli, M. Silvestri, Errico, Rocchi, L. Silvestri.

Allenatore: Piero Braglia.

ALTO ADIGE (4-3-2-1): Poluzzi; Morelli, Curto, Vinetot, Fabbri; Tait, Greco (43’st Fink), Karic (36’st Fischnaller); Voltan (14’st Casiraghi), Rover (35’st Beccaro); Odogwu (14’st Marchi).

A disp. Meneghetti (p), Pircher (p), El Kaouakibi, Davi, Malomo, Polak, Magnaghi.

Allenatore: Stefano Vecchi.

ARBITRO: Daniele Rutella di Enna (S. E. Buonocore di Marsala e A. Niedda di Ozieri; IV Ufficiale V. Maranesi di Ciampino).

MARCATORI: 28’st Tito, 35’st Santaniello.
NOTE:
Porte chiuse. Tra le autorità presenti Francesco Ghirelli, Presidente della LegaPro. Terreno sintetico.  Cielo coperto, temperatura di 18°C. Osservato, come su tutti i campi, un minuto di raccoglimento per le vittime della tragedia della funivia del Mottarone. Angoli 7-3. Espulso al 38’st Marchi (AA) per una manata ad Adamo. Ammoniti Illanes, Laezza, De Francesco e l’allenatore Braglia (AV); Greco, Curto e l’allenatore Vecchi (AA). Recupero: +1’pt, +5’st.


mercoledì 26 maggio 2021

CASI+ODO E LA PRO VERCELLI VA KO, BIANCOROSSI AL SECONDO TURNO DEI PLAYOFF NAZIONALI

(Gianluca Ricci) - Vittoria doveva essere e vittoria è stata. L’Alto Adige s’impone alla Pro Vercelli sul terreno del Druso, replicando con identico punteggio (2-1) al successo casalingo dei piemontesi in gara 1. A proseguire il cammino nei playoff nazionali saranno così i biancorossi di Bolzano, in virtù del regolamento che - a parità di gol realizzati tra andata e ritorno - premia la squadra con il miglior piazzamento nella stagione regolare. A far la differenza oggi pomeriggio soprattutto l’eccellente approccio mentale dei padroni di casa, compatti e determinati nell’intento di voler conquistare il pass per la seconda fase. L’esito della contesa, dominata in lungo e in largo da capitan Fink e compagni, è tornata un minimo in discussione solo nell’ultimo quarto d’ora quando un sin troppo generoso penalty ha permesso agli ospiti di accorciare le distanze. Per quanto anche sul 2-1 gli altoatesini non abbiano corso reali rischi di veder sfumare la qualificazione. Sugli scudi, nell’ambito comunque di una prova da incorniciare dell’intero gruppo, su tutti il Principino Casiraghi e un Rapha Odogwu tornato ad essere quello dei tempi migliori. Sul fronte vercellese, al contrario, in evidenza su tutti il centrocampista nigeriano Awua. Rispetto al match del Piola l’esordiente tecnico Aldo Monza, sostituito dello squalificato Vecchi, deve rinunciare all’infortunato El Kaouakibi e a Curto, fermato per un turno dal Giudice Sportivo. Recuperato Fischnaller, inizialmente in panchina. Rispetto a gara1 c’è spazio dal 1’ per Polak, Vinetot, E. Gatto e Fink, a discapito rispettivamente di Curto, Malomo, Greco e Karic. Fiducia confermata invece a Morelli nel ruolo di terzino destro e all’intero fronte offensivo. Una formazione insomma meno improntata sulla linea verde ma di  affidabilità ed esperienza. Nella Pro Vercelli non convocati i lungodegenti Romairone, Parodi, Secondo e Mezzoni al pari di capitan Masi, che è squalificato. Le scelte di Modesto ricalcano per 9/11 lo schieramento dell’andata: uniche eccezioni Blaze e Iezzi per Masi e Zerbin. Tait, E. Gatto e Karic sono i diffidati tra i padroni di casa; Comi, Awua e Della Morte tra gli ospiti. Si spengono i semafori e l’Alto Adige spinge subito forte sull’acceleratore, sbloccando il punteggio al 9’: cross dalla sinistra di Casiraghi e spizzata di testa vincente del Re Leone Odogwu dall’interno dell’area che lascia impietrito Saro. Al 19’ il Principino di Treviglio ci prova col destro da lontano, la sfera va fuori di poco. La Pro Vercelli è alle corde, si fa notare solo per un calcio piazzato senza pretese di Emmanuello terminato ben oltre la traversa, poi alla mezzora arriva il raddoppio biancorosso. Fa tutto Casiraghi: si procura una punizione dal limite da posizione centrale, calcia col solito micidiale destro a giro e fa 2-0. Sedicesima perla stagionale della maglia numero 17, in aggiunta a sette assist. Doppio vantaggio e contesa virtualmente in archivio. Nella ripresa Modesto prova a modificare qualcosa, specie inserendo l’ex di turno Costantino - decisivo nel match di domenica scorsa al Piola - in sostituzione dell’evanescente Comi. L’iniziativa ospite si fa un po’ più vivace ma il canovaccio della gara non muta sino al 34’ quando Costantino, in seguito ad un leggero contatto con un difensore, stramazza a terra. L’arbitro, anziché lasciar proseguire come accaduto con lo stesso protagonista qualche istante prima, indica il dischetto. Rigore: il terzo a favore delle Bianche Casacche vercellesi tra andata e ritorno. Va a calciare lo stesso attaccante di Aarau che dimezza lo svantaggio. Il gol del 2-1 galvanizza gli ospiti, tuttavia i ragazzi di Monza serrano le fila chiudendo ogni spazio e dopo 4’ di recupero il signor Cosso di Reggio Calabria decreta la fine. I bolzanini accedono così con pieno merito al secondo turno dei playoff nazionali (andata domenica 30 maggio, ritorno mercoledì 2 giugno). Per conoscere l’avversario dei bolzanini bisognerà attendere il sorteggio in programma domani mattina alle 11 che sarà trasmesso in diretta su Eleven Sports (https://elevensports.it). Ancora teste di serie, dall’urna potrebbero pescare Renate, Albinoleffe, Feralpisaló o Avellino. Nell’andata del secondo turno l’Alto Adige non potrà contare su Gatto, ammonito oggi, che era in diffida e verrà squalificato.

MATCH PREVIEW

Aldo Monza sceglie in partenza un Alto Adige con il 4-3-2-1 ad “albero di Natale”: l’estremo difensore è Poluzzi, in basso a destra c’è Morelli, a sinistra Fabbri e nel mezzo agisce la diga centrale Polak-Vinetot. E. Gatto playmaker affiancato da Tait e Fink mezze ali, poi Casiraghi e Voltan sulla trequarti campo a ridosso dell’unica punta Odogwu. Per Modesto il modulo della Pro Vercelli è il consueto 3-4-2-1: davanti a Saro la linea difensiva a tre è formata da Hristov, Auriletto e Blaze. In mediana Clemente va a destra, sulla corsia di fronte il quarto è Iezzi, Awua ed Emmanuello agiscono da interni. In attacco Rolando e L. Gatto a supportare Comi.


ALTO ADIGE-PRO VERCELLI 2-1

(Andata Pro Vercelli-Alto Adige 2-1)

ALTO ADIGE (4-3-2-1): Poluzzi; Morelli, Polak, Vinetot, Fabbri; Tait, E. Gatto (42’st Greco), Fink (21’st Karic); Casiraghi (42’st Beccaro), Voltan (21’st Rover); Odogwu (30’st Marchi).

A disp. Meneghetti (p), Pircher (p), Fischnaller, Davi, Malomo, Magnaghi.

Allenatore: Aldo Monza (Vecchi squalificato).

PRO VERCELLI (3-4-2-1): Saro; Hristov, Auriletto, Blaze (25’st Rizzo); Clemente (41’pt Zerbin), Awua, Emmanuello (11’st Nielsen), Iezzi; Rolando (1’st Della Morte), L. Gatto; Comi (1’st Costantino).

A disp. Tintori (p), Bruzzaniti, Esposito, Erradi, Merio, Carosso.

Allenatore: Francesco Modesto.

ARBITRO: Francesco Cosso di Reggio Calabria (Assistenti M. Dell’Olio di Molfetta e A. Maninetti di Lovere; IV Ufficiale E. Pashuku di Albano Laziale).

MARCATORI: 9’pt Odogwu (AA), 30’pt Casiraghi (AA), 34’st rig. Costantino (PV).
NOTE: Porte chiuse. Parzialmente nuvoloso, temperatura di 23°C, terreno in discrete condizioni. Angoli 5-6. Ammoniti Fink, Morelli, E. Gatto e Poluzzi (AA); Comi, Hristov e Auriletto (PV). Minuto di raccoglimento in memoria dell’ex azzurro Tarcisio Burgnich, campione d’Europa ’68 e vice campione Mondiale ’70, scomparso ieri. Recupero +5’pt, +4’st.



domenica 23 maggio 2021

LA STORIA SI RIPETE: L'ALTO ADIGE VA K. O. AL SILVIO PIOLA (1-2), MA NON E' ANCORA FINITA!


(Gianluca Ricci) -
Come sette anni fa non porta bene il Silvio Piola all’Alto Adige, sconfitto dalla Pro Vercelli nell’andata del primo turno dei playoff nazionali di serie C. A spuntarla, proprio in extremis e in coda ad un match caratterizzato dagli episodi, sono i piemontesi di Francesco Modesto per due reti ad una. Seconda vittoria di fila delle “Bianche Casacche” piemontesi che, a differenza del team bolzanino (testa di serie), erano già entrate in corsa nella fase a gironi estromettendo la Juventus Under 23. Dal canto loro, i biancorossi di Stefano Vecchi hanno disputato la solita gara di grande intensità e sacrificio, peccando però quanto ad incisività in fase di conclusione. A condannare Tait e compagni, oltre agli episodi che andremo ad analizzare, qualche ingenuità difensiva di troppo, pagata a carissimo prezzo. Vecchi per questa sfida d’esordio nei playoff nazionali deve rinunciare agli infortunati El Kaouakibi e Fischnaller, dati comunque in progresso. Nel lineup d’avvio trovano così posto Morelli e Odogwu in luogo dei due indisponibili. Modesto, allenatore della Pro, è privo di quattro lungodegenti: Mezzoni, Parodi, Secondo e Romairone. L’undici di partenza è in tutto e per tutto lo stesso della vittoriosa sfida di mercoledì con i bianconeri. Alla bandiera verde le due contendenti partono subito con le giuste intenzioni. Dopo una punizione di Casiraghi respinta dalla difesa (2’) e una conclusione del vercellese Comi neutralizzata da Poluzzi (7’), arriva il primo dei sopra citati episodi. Corre l’8’ quando proprio Comi va giù in area, per Carella non c’è alcun dubbio: rigore. Sul dischetto va lo specialista Rolando, che calcia malamente a lato. Galvanizzati dallo scampato pericolo, gli ospiti prendono fiducia e al 10’ Tait di testa, imbeccato da Voltan, manda fuori di poco. Il secondo episodio, questa volta favorevole agli altoatesini, si materializza al minuto 28: Odogwu riceve palla in profondità, fa sponda per Tait che prova a calciare ma la sfera viene intercettata con un braccio da Emmanuello. Anche in questo caso l’arbitro non ha tentennamenti ed indica il dischetto, dove va Casiraghi e trasforma di forza per il suo quindicesimo sigillo stagionale. Principino ancora protagonista al 33’ con una punizione dalla trequarti destra calciata tesa, tuttavia Odogwu sotto porta manca la deviazione di un nonnulla. La sfida è intensa, equilibrata e con continui capovolgimenti di fronte. Al riposo si va con l’Alto Adige avanti, poi alla ripresa delle ostilità Modesto inserisce Iezzi per l’abulico Auriletto e Blaze a rilevare L. Gatto. La Pro è più vivacde rispetto ai primi 45’, di contro i bolzanini sono un po’ troppo passivi sul possesso di palla avversario. Così, parato da Poluzzi un velenoso tiro di Emmanuello all’8’st, proprio quest’ultimo fa 1-1 all’11’st. Punizione dal vertice sinistro, il centrocampista di scuola Juve calcia di destro ad aggirare la barriera e mette in rete. Vecchi prova ad aggiustare la situazione inserendo E. Gatto, Rover e Beccaro (out Greco, Voltan e Casiraghi). Proprio Beccaro al 32’ impegna Saro, che si deve superare su una conclusione di potenza che avrebbe potuto riportare avanti gli ospiti. Nuova girandola di cambi dall’una e dall’altra parte e - quando tutto lasciava ipotizzare un 1-1 finale - arrivava la beffa per i bolzanini. In pieno recupero, minuto 94, Rolando tenta il tiro e Fabbri di spalle intercetta involontariamente con un braccio. Terzo rigore di giornata, sul dischetto va l’ex Costantino (subentrato a Comi al 30’st) che fa 2-1 per poi essere travolto dall’esultanza dei compagni. L’Alto Adige esce così sconfitto da gara1 ma già mercoledì (ore 17.30) avrà l’occasione per rifarsi nel retour-match in programma al Druso. Migliore terza della stagione regolare e dunque testa di serie, alla truppa di Vecchi basterebbe anche solo una vittoria di misura (1-0, 2-1, 3-2 e via dicendo) per passare il turno. Il regolamento premia infatti la meglio classificata con la possibilità di avanzare anche nel caso di parità di gol nei 180’ complessivi. Tait, E. Gatto e Karic, ammoniti oggi, sono già in diffida (nei playoff scatta al primo cartellino giallo).

MATCH PREVIEW

Abituale 4-3-2-1 di partenza per l’Alto Adige. Poluzzi a guardia dei pali, Morelli a destra e Fabbri a sinistra gli esterni bassi, Malomo e Curto a far da muro centrale. Greco ha le chiavi del centrocampo, ai suoi fianchi Tait e Karic mezze ali. Poi Voltan e Casiraghi trequartisti a supportare Odogwu. Per la Pro Vercelli è 3-4-3: davanti a Saro, formano la linea di retroguardia a tre Hristov, Masi e Auriletto. Clemente e L. Gatto agiscono da quarti a centrocampo, con Awua ed Emmanuello all’interno. In attacco Rolando e Zerbin sottopunta a Comi.


PRO VERCELLI-ALTO ADIGE 2-1

PRO VERCELLI (3-4-2-1): Saro; Hristov, Masi, Auriletto (1’st Iezzi); Clemente (35’st Bruzzaniti), Awua, Emmanuello (35’st Nielsen), L. Gatto (1’st Blaze); Rolando, Zerbin; Comi (30’st Costantino). 

A disp. Tintori (p), Della Morte, Rizzo, Esposito, Erradi, Merio, Carosso.

Allenatore: Francesco Modesto.

ALTO ADIGE (4-3-2-1): Poluzzi; Morelli, Malomo, Curto, Fabbri; Tait, Greco (15’st E. Gatto), Karic (38’st Fink); Voltan (15’st Rover), Casiraghi (15’st Beccaro); Odogwu (26’st Marchi).

A disp. Meneghetti (p), Pircher (p), Vinetot, Davi, Polak, Magnaghi.

Allenatore: Stefano Vecchi.

ARBITRO: Luigi Carella di Bari (Assistenti P. Laudato di Taranto e F. Rizzotto di Roma 2; IV Ufficiale E. Maggio di Como).

MARCATORI: 28’pt rig. Casiraghi (AA), 10’st Emmanuello (PV), 49’st rig. Costantino (PV).

NOTE: Porte chiuse. Terreno sintetico. Nuvoloso, temperatura di 24°C. Angoli 3-3. Ammoniti Masi (PV); Tait, Karic ed E. Gatto (AA). Recupero +1’pt, +4’st. All’8’pt Rolando (PV) sbaglia un calcio di rigore.