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domenica 6 giugno 2021

ESCLUSIVA BRBZ NEWS, VECCHI: NON CREDO CHE UN RISULTATO MIGLIORE AVREBBE FATTO CAMBIARE IDEA AL CLUB, NESSUNA CENA CON TOSI


Conclusa la sua seconda parentesi in panchina all’Alto Adige (la prima è datata 2012/23), Mister Stefano Vecchi traccia con noi un bilancio di questo biennio in biancorosso. Che ha sì riservato soddisfazioni, ma anche qualche amarezza. “Quest’anno - inizia l’allenatore lombardo - abbiamo avuto per la prima volta nella storia l’occasione per arrivare primi, ma non ci sono rimpianti perché la squadra ha fatto sempre il massimo. Se sono stati fatti degli errori, sono fisiologici e fanno parte del gioco e dello sport”.
Con la società vi eravate dati appuntamento al termine della stagione per discutere del futuro. Pensi che anche con un risultato migliore non ci sarebbero state le chance per una riconferma?
“Non credo che risultati migliori potessero far cambiare idea alla società, perché due anni di lavoro bastano per conoscere pregi e difetti di un allenatore”.
Quanto possono aver inciso i numerosi pareggi nella regular season?
“Abbiamo sempre giocato per vincere, se ci sono stati alcuni pareggi e poche sconfitte sono arrivati comunque dopo partite giocate al massimo per vincere”.
È stata molto discussa la cena a Verona con Tosi della Reggiana. Ai tifosi non è piaciuto questo incontro nell'indomani della sfida play-off con la Pro Vercelli. Pensi che questo episodio abbia pesato in maniera definitiva sulla decisione della società?
“Non c’è stata nessuna cena con Tosi e comunque con la Pro Vercelli abbiamo passato il turno. Ad inizio aprile la società mi ha comunicato l’intenzione di aspettare fine stagione per fare valutazioni e contestualmente mi ha fatto capire di guardarmi attorno.  Perciò la società in questi mesi è stata libera di parlare con altri allenatori e io con eventuali altre opportunità lavorative”.
Che bilancio fai di questi due anni in biancorosso. A tuo avviso cosa serve alla società per compiere il definitivo salto di qualità e puntare definitivamente alla promozione?
“I numeri parlano chiaro, due campionati in crescendo e siamo arrivati dove mai questa società è stata cioè a giocare fino alla fine per il primo posto. La società ormai è pronta a vincere, ci saranno più risorse economiche a disposizione che permetteranno di acquisire giocatori importanti e alzare il livello di un gruppo già vincente”.

INTERVISTA REALIZZATA DALLA REDAZIONE DI BIANCOROSSIBZNEWS
COORDINAMENTO A CURA DI GIANLUCA RICCI

mercoledì 12 maggio 2021

ESCLUSIVA BRBZNEWS, VECCHI: LO SLITTAMENTO DEI PLAYOFF? UTILE PER RECUPERARE QUALCUNO


 Archiviata la regular season come migliore terza classificata tra i tre gironi di serie C, sui campi dell’FCS Center l’Alto Adige è ormai nel vivo della preparazione in vista dei playoff. Il debutto nella fase nazionale è fissato per domenica 23 maggio (in trasferta), con gara di ritorno tre giorni più in là sul manto erboso dello Stadio Druso. In realtà si sarebbe dovuto giocare domenica prossima, ma la positività al COVID di dieci tesserati della Virtus Verona e il conseguente rinvio del match degli scaligeri con la Triestina ha costretto la LegaPro a posticipare tutto di sette giorni. Nella prossima amichevole (forse sabato col Venezia), che seguirà di una settimana il test già effettuato col Chievo Primavera (6-0), Mister Stefano Vecchi dovrà valutare le condizioni dei vari El Kaouakibi, Vinetot, Fabbri, Davi, Beccaro, Meneghetti e da ultimo Fischnaller. L’attaccante di Signato, nella rifinitura pre-Chievo, ha riportato un trauma distorsivo ad una caviglia con probabile interessamento della capsula legamentosa. Il che lo pone seriamente a rischio per l’esordio nella fase finale. 

“Il fatto che i playoff siano stati spostati in avanti di una settimana - dice l'allenatore biancorosso - da un lato garantisce il vantaggio di avere qualche giorno in più per cercare di recuperare gli acciaccati e gli infortunati. dall’altro dà un’attesa un po’ più lunga. Avevamo programmato un certo tipo di lavoro che adesso, per forza di cose, è da rivedere. Ma questo vale per noi e allo stesso tempo anche per gli altri. Siamo tutti sullo stesso piano”. Capitan Tait e compagni conosceranno il nome del loro avversario solo 72 ore prima di scendere in campo, dal momento che il sorteggio degli accoppiamenti della fase nazionale avverrà giovedì 20. “E’ un problema che vale tutte le squadre. Anche gli altri giovedì mattina sapranno che giocheranno contro di noi. Per cui la situazione è questa e avremmo sicuramente poco tempo per preparare la partita. Però dopo un campionato di questo tipo, dove si è affrontato di tutto, siamo pronti ad affrontare chi arriverà”.

La partita di Trieste non è stata giocata male, ma siete stati puniti da degli episodi. Cosa avete imparato da quella partita che vi potrebbe aiutare in ottica playoff?“La partita di Trieste è stata giocata sicuramente al meglio e al massimo. Tuttavia al Nereo Rocco son stati commessi degli errori che in partite in equilibrio non vanno commessi. Purtroppo in queste partite che vivono sugli episodi, chiaramente li puoi pagare”.

Dato che nei cosiddetti big match, Padova e Perugia su tutti  avete fatto fatica, ha in mente ad un piano B per poter interpretare una partita in maniera diversa Ad esempio più dal punto di vista difensivo e con magari meno qualità in campo rispetto al mantenere sempre il controllo del gioco?“In questi anni si è partiti con gli scontri diretti, i big match con 10-12 squadre per campionato, ora si parla di sfide di vertice con Padova e Perugia quindi le partite con le altre non le teniamo in considerazione. Piazze come Trieste, Modena, Cesena, Mantova, altre squadre come Feralpi e Sambenedettese son tutti big match, tutte società e realtà sul nostro stesso livello. Quindi considerare big match solo le sfide con Padova e Perugia e dire che abbiamo fatto fatica è normale. Ha fatto fatica anche il Padova col Perugia, il Modena con tutte queste squadre qua. Perché poi quando si gioca contro club di alto livello non si può pensare di ammazzare il campionato, di vincere e stravincere. Solo il Perugia lo ha fatto e ha vinto il campionato. Tutte le altre son sullo stesso livello, noi compresi”.

martedì 30 marzo 2021

ESCLUSIVA BRBZNEWS, POLUZZI: NELLE PROSSIME SETTIMANE CI ATTENDONO CINQUE FINALI

Secondo miglior attacco del girone B con 55 reti all’attivo (meglio ha fatto solo il Padova con 65), l’Alto Adige ha - in coabitazione con la stessa capolista - il primato di difesa meno battuta (22 gol al passivo). Numeri importanti quelli dei bolzanini di Vecchi, resi possibili sicuramente dalle prodezze balistiche di Casiraghi (12 volte a segno dall’inizio del torneo), ma anche e soprattutto dalle parate di Giacomo Poluzzi. Domenica scorsa, nell’1-0 del Druso ai danni dell’Arezzo, il portierone biancorosso ha collezionato il suo sedicesimo clean sheet in campionato. Originario di Bologna, 33 anni compiuti lo scorso 25 febbraio, Jack è approdato in riva all’Isarco l’estate scorsa reduce da un’eccellente annata a difesa dei pali della Virtus Francavilla. Raccattapalle del Bologna del suo idolo Roby Baggio da ragazzino, una volta intrapresa la carriera da estremo difensore ha vestito le maglie di Carpi, Giacomense, Este, Alessandria, Fidelis Andria e Spal. Con i biancoazzurri estensi, il 18 maggio 2017 contro il Bari, Poluzzi ha potuto coronare il sogno dell’esordio in B per poi rimanere altre due stagioni a Ferrara da terzo ma in serie A. 

Cinque turni alla fine della stagione regolare, che sensazione si prova a star là in alto a cinque punti dalla vetta?

“La sensazione è sicuramente positiva, ma siamo molto concentrati per affrontare una partita alla volta e giocheremo queste ultime cinque partite come se fossero altrettante finali. Poi una volta terminate vedremo dove saremo stati bravi ad arrivare”.

Nel 2015/16, tra i pali della Fidelis Andria, Giacomo ha ottenuto un prestigioso traguardo personale mantenendo inviolata la propria porta per 753’ (più di otto partite), pur non riuscendo a raggiungere il record assoluto di Gigi Buffon (973’). 

Cosa ricordi di quell’anno? 

“E’ stato un bel record quello realizzato ad Andria, in una squadra che, al primo anno di professionismo, doveva salvarsi. Anche quello che stiamo facendo quest’anno è una cosa molto importante. Credo che sia alla base delle prestazioni di un portiere il fatto di dover star sempre concentrati perché, nell’arco di una partita, può capitare talvolta di toccare talmente pochi palloni che bisogna essere decisivi in quei pochi lì e di mantenere una grandissima concentrazione”.

Nervi saldi, freddezza ed equilibrio: tutte caratteristiche che possono derivare dall’aver abbracciato la religione buddista?

“Sono sei anni che sono buddista e questo mi ha sicuramente cambiato la vita in positivo. Questo mi ha aiutato molto nell’autostima, così come dal punto di vista della consapevolezza nei miei mezzi e nel guardare sempre le cose dal lato positivo. Ecco questa è stata ed è una cosa molto importante per me”.

Nel corso del campionato ti sei reso protagonista di diverse parate importanti, ce n’è una che ricordi con particolare soddisfazione?

“Quelle che ricordo con piacere, che mi son rimaste impresse, sono quella di Modena all’ultimo minuto sul colpo di testa di Scappini e il rigore parato al Cesena (a Bortolussi, ndi) al Manuzzi”.

C’è un collega di ruolo cui ti ispiri o che sia stato tuo idolo d’infanzia?

“Sono nato e cresciuto col mito di Buffon. E’ stato sicuramente un modello cui mi ispiravo da piccolo e nella mia adolescenza. Adesso guardo con molto interesse Alisson del Liverpool (ex Roma, ndi), Donnarumma e anche Oblak dell’Atletico Madrid”.

La tua carriera ti ha portato a giocare in squadre e piazze molto diverse tra loro, sia a nord che a sud dello Stivale. Quali differenze hai notato sia dal punto di vista ambientale che tecnico?

“Al sud ho trovato sicuramente delle piazze molto passionali, specialmente ad Andria. C’era un grande seguito e una grande storia, vivono soprattutto per il calcio. Devo dire però che anche al nord quando son stato a Ferrara, pur non giocando mai ho trovato un altro grande pubblico, altrettanto passionale. Un tifo che ci ha sempre sostenuto. Poi magari i campionati al sud sono un po’ più fisici rispetto a quelli del nord. Si va a giocare in piazze e in stadi molto impegnativi a livello ambientale, come clima all’interno dello stadio e questo può sicuramente influire molto”.

L’Alto Adige si sta confermando protagonista di altissimo livello: cosa manca tuttavia per fare il salto di categoria? Quali sono i punti di forza e in cosa si deve invece ancora migliorare?

“Dobbiamo pensare - conclude Jack Poluzzi prima di congedarci - a lavorare e a doverci migliorare. Veniamo messi nelle condizioni di rendere al massimo delle nostre potenzialità. Abbiamo il dovere du cercare di andare anche oltre le nostre qualità, poi vedremo a fine campionato dove saremo stati bravi ad arrivare”.

INTERVISTA A CURA DELLA REDAZIONE BRBZNEWS

(COORDINAMENTO GIORNALISTICO DI GIANLUCA RICCI)




mercoledì 10 febbraio 2021

ESCLUSIVA BRBZNEWS: MALOMO, IL MURO BIANCOROSSO CON SPALLETTI COME MAESTRO


Diciassette reti al passivo in 23 gare, l’Alto Adige ha - al pari del Padova - la seconda retroguardia meno battuta del girone B. Meglio di loro ha fatto solo il Modena, attualmente a quota 11. Il merito di tutto questo va attribuito, in particolar modo, ad un reparto difensivo solido come pochi che può contare su calciatori di grande levatura tecnica e caratteriale. Uno dei più rappresentativi  tra questi è il romano Alessandro Malomo. Nato il 12 aprile del ’91, un metro e 90 di statura per 80 kg di peso, è approdato in biancorosso nello scorso ottobre da svincolato dopo due stagioni con la maglia della Triestina. Dal suo arrivo in biancorosso, il centrale che ha mosso i suoi primi passi calcistici nelle giovanili della Lazio per poi approdare a quello della Roma, è sceso in campo 15 volte (per un totale di 1226’), un’espulsione, tre ammonizioni e un gol realizzato: quello siglato il 24 gennaio al 16’ della partita casalinga con il Ravenna, prima di ritorno, vinta 2-1 dalla capolista allenata da Mister Vecchi. “Ho avuto la fortuna - dice Malomo - di giocare in squadre che hanno lottato per vincere il campionato. Devo dire che l’Alto Adige ha una qualità che ho notato: veramente remiamo tutti dalla stessa parte, siamo dei ragazzi fantastici, un gruppo eccezionale e questo a volte può anche fare la differenza anche rispetto a squadre più attrezzate come il Perugia o il Padova. Sono straconvinto che la nostra forza sia il collettivo, la coesione, l’unità d’intenti che per arrivare al risultato più importante è sicuramente un aspetto fondamentale”. Hai scelto una realtà come quella bolzanina rispetto ad un club decisamente glorioso e con molte ambizioni qual’è la Triestina. Sei contento della scelta fatta? “In realtà secondo me il mio attuale club non è una società con meno ambizioni della Triestina. Anzi. Sono anni che l’Alto Adige lotta per fare il salto di categoria. Quindi sapevo di venire a Bolzano a giocarmi il campionato e la promozione. Per questo sono stracontento della scelta che ho fatto e poi questo si sta realizzando. Non potevo scegliere società e squadra migliore”. 

Avete la seconda miglior difesa del girone: il merito è da distribuire tra tutti i reparti, ma è evidente l’intesa tra te e Vinetot. Avete trovato subito il necessario affiatamento? “Devo dire la verità, sì è vero siamo la seconda miglior difesa ma purtroppo nelle ultime partite abbiamo subito qualcosina in più rispetto al girone d’andata. Il Mister lavora molto sulla fase difensiva e tutta la squadra, a partire dagli attaccanti, corre veramente tanto e ci dà una mano incredibile. Poi è normale che giocare al fianco di Kevin Vinetot tutto riesce meglio e più facile. Perché secondo me è uno dei centrali migliori della categoria e forse anche di più. Potrebbe fare la serie B a mani basse, un giocatore completo. Ho senz’altro un’ottima intesa con lui, sia dentro che fuori dal campo. Tuttavia ho fatto delle ottime partite con lo stesso Marco Curto, col quale ho fatto buonissime partite: lui è un ragazzo giovane che sta imparando tanto e che ha moltissimo futuro davanti a sé, un avvenire davvero luminoso e sono convinto che il nostro Direttore abbia fatto veramente un gran colpo a prenderlo”.

Poi il numero 23 biancorosso ci rivela di dovere molto, quanto ad insegnamenti ricevuti da giovane, ad un allenatore in particolare: “Sono stato fortunato a far parte di due settori giovanili importanti, la Lazio prima e poi la Roma e devo dire dire che, quando poi da molto giovane ho cambiato ruolo da centrocampista a difensore centrale, allenandomi con la prima squadra della Roma con Luciano Spalletti allenatore, per me è stato fondamentale. Mi ha dato tantissimo, mi ha insegnato un sacco di cose delle quali neanche sapevo l’esistenza. Per esempio la posizione del corpo durante l’anticipo, la palla scoperta, la palla coperta. Cose che solo allenatori così importanti sanno consigliarti. Io così giovane ero  quindi come una spugna ed ho assorbito tutto quello che potevo assorbire da un Mister importante come lui”.

Centrale difensivo di ruolo, sai rendere al top anche come esterno basso: proprio questa duttilità è uno dei tuoi principali punti di forza?

“Sono fortunato in questo, posso fare sia il terzino che il centrale. Naturalmente il mio ruolo è quello di difensore centrale senza ombra di dubbio. Però avendo anche una discreta corsa, non essendo un centrale proprio statico, riesco ad adattarmi bene anche a terzino. Tant’è che a Venezia, quando vincemmo il campionato, avrò giocato l’80% delle partite lì. Può essere un punto di forza sicuramente, perché quando arrivi in una squadra se puoi ricoprire più ruoli hai molte più possibilità di giocare. A Venezia ad esempio se non avessi avuto le caratteristiche per fare il terzino, avrei giocato molto meno”.

Prima di congedarsi da noi, Alessandro, caratteristiche somatiche più germaniche che di casa nostra, ci racconta un simpatico aneddoto: “Quando giro per il centro di Bolzano ed entro in un negozio, mi salutano tutti in tedesco, forse perché con il mio capello biondo potrei trarre in inganno. Ho la mia bisnonna che era tedesca e qualcosina probabilmente ho preso anche da lei. Ed è forse per questo che mi trovo così bene qua”. In bocca al lupo Alessandro Malomo, tedesco capitolino!

INTERVISTA A CURA DELLA REDAZIONE BRBZNEWS

(CON LA COLLABORAZIONE DI GIANLUCA RICCI)



giovedì 21 gennaio 2021

ESCLUSIVA BRBZNEWS, FINK: AVVERSARIE FORTISSIME MA NON CI NASCONDIAMO


Sono molteplici i motivi di soddisfazione per l’affermazione casalinga sulla Vis Pesaro (1-0), che ha permesso all’Alto Adige di completare il giro di boa della stagione al comando solitario del girone B. Tra le note maggiormente positive della gara del Druso, il gol-partita siglato all’8’ della ripresa dal capitano Hannes Fink, schierato per l’occasione trequartista titolare in luogo di Casiraghi: una zampata di destro ravvicinata imbeccato da un cross di Fabbri da sinistra. Sempre reti pesanti quelle firmate dal 31enne originario di Bolzano insomma, come era già accaduto lo scorso 17 ottobre nella trasferta di Salò (1-0) e, andando indietro nel tempo, il 23 settembre 2018 con identico punteggio nella trasferta di Ravenna. Proprio la marcatura nella trasferta in Romagna, prima del torneo in corso, era stata l’ultima del numero 10 in campionato. Una lungo digiuno di ben due anni, lasso di tempo in cui Fink ha dovuto risalire la china a causa di un fastidioso infortunio al tendine d’Achille che lo ha tenuto ai margini praticamente in tutto il 2019/20. Ben 15 anni con la maglia dell’Alto Adige come seconda pelle, 272 presenze e 15 reti in tutto da allora, commenta così la sua ottima prova contro la Vis Pesaro: “Son tornato titolare e chiaramente son contento anche per essere riuscito a fare gol. Sono tornato protagonista per quelli che ci guardano, perché poi resto convinto che un giocatore si deve sentire sempre importante e protagonista, anche quando gioca due o dieci minuti. Anche perché sennò perdi motivazioni e io non le ho mai perse. Mi sento bene in questo gruppo, sento tantissimo la stima dei miei compagni e dello staff. Tutti quanti noi dobbiamo mettere il successo della squadra davanti al nostro personale, perché poi quello che conta per i singoli è il successo di squadra”. 

Per gran parte della tua carriera di centrocampista hai fatto il centrale, tuttavia contro i marchigiani ti sei espresso al top come trequartista: tra i due ruoli, quale senti ti sia più congeniale? “Negli ultimi anni ho giocato più a centrocampo. Da giovane facevo spesso anche il trequartista, poi quest’anno praticamente tutte le partite che ho giocato dall’inizio, ma anche spesso quando sono entrato a gara in corso, sono state da trequartista. Mi ci son messo un po’ anche per prender confidenza col ruolo perché è diverso, spesso giochi spalle alla porta. Sinceramente comunque ora mi trovo molto bene e mi metto a disposizione del Mister. Non è un problema per me in che ruolo mi schiera”. 

Protagonista assoluto sul campo, il club bolzanino si sta proponendo anche come un a delle regine indiscusse della finestra invernale del calciomercato: gli attaccanti Mattia Marchi e Davide Voltan già ufficializzati, altri due probabilmente ancora da annunciare. Pensi che si sia colmato il gap da superpotenze quali il Padova? “Ha fatto un mercato importante il nostro Direttore (Paolo Bravo, ndi). Penso che comunque sulla carta il Padova soprattutto sia più forte di noi come organico, il Modena poi ha un’ottima squadra e gioca soprattutto molto bene. Però poi è il campo a parlare, ci sono le motivazioni che spesso possono decidere dei campionati. Penso che anche come qualità della rosa siamo dietro, seppure non di tanto”. 

Paolo Zanetti, attuale allenatore del Venezia in serie B che vi ha guidato dal 2017 al 2019 centrando i playoff, ha dichiarato nei giorni scorsi che quello attuale è l’Alto Adige più forte di sempre. Condividi quest’affermazione del tecnico di Valdagno? “Sono assolutamente d’accordo col Mister Zanetti, perché la qualità della rosa è importante. Sia per i giocatori che sono arrivati ultimamente, tutti calciatori forti, ma anche perché quelli che son qua da più anni penso abbiano aumentato il loro livello. Stanno lavorando tutti molto bene e si vede in campo. Pendiamo per esempio Fabian Tait che ha fatto un passo in avanti incredibile e come lui tanti altri. Perciò tutti quanti hanno alzato un po’ il livello e si vede che il Direttore è stato molto bravo a buttare dentro giocatori forti e soprattutto persone che qua ci stanno benissimo”. 

Ben 37 i punti messi in cascina dai biancorossi in 19 partite, frutto di dieci vittorie, sette pareggi e due sole sconfitte. Lecito sognare per i tifosi bolzanini? “Si - conclude Hannes Fink - penso che assolutamente si possa sognare, ma più che un sogno per noi è diventato un obiettivo. Il campo nel girone d’andata ha detto questo e ce la stiamo giocando, poi lo sappiamo anche noi che è molto difficile raggiungere questo obiettivo. Tuttavia sicuramente non ci nascondiamo perché ci proveremo fino alla fine con tutte le forze”.

INTERVISTA A CURA DELLA REDAZIONE BRBZNEWS



giovedì 17 dicembre 2020

ESCLUSIVA BRBZ NEWS, FABBRI: MORALE ALTO, MA MAI ABBASSARE LA GUARDIA


Se Mister Stefano Vecchi ha un segreto vincente per il primato in classifica del suo Alto Adige, questo è sicuramente il collettivo. Proprio la forza del gruppo, in questi ultimi tre mesi, ha aiutato la compagine biancorossa a superare ogni difficoltà - soprattutto quelle relative agli infortuni - e a creare quanto di buono sin qui è stato fatto. Quindici turni di campionato già agli archivi, i bolzanini hanno raggranellato un bottino di nove vittorie, cinque pareggi e una sola sconfitta, con 26 gol all’attivo e appena otto al passivo. Cifre, queste ultime due, che ne fanno il secondo attacco più prolifico (meglio solo il Padova con 29) e la difesa meno battuta del girone B. Uno degli elementi cardine della rosa affidata all’allenatore bergamasco risponde al nome di Alessandro Fabbri. Romagnolo di Cesena, dov’è nato l’11 marzo, è un terzino di fascia sinistra ma di piede destro (caratteristica che gli permette di esprimersi ugualmente bene sulla fascia opposta). Iniziata la carriera nel Santarcangelo, dov’era nell’organigramma il diesse altoatesino Bravo, vi è rimasto fino al 2012/13 per poi passare a Sampierana, Mezzolara, Ribelle e Mestre prima di approdare in riva all’Isarco. In forza alla sua attuale squadra da tre stagioni, a ruota del portiere Poluzzi, è il calciatore ad aver giocato di più nel torneo in corso: Vecchi non lo ha schierato dall’inizio, per ragioni di turnover, solo nelle trasferte di Fano e Modena. “Beh sì - dice il numero 3 altoatesino - finora ho giocato molto e sono contento di questo e penso di essere cresciuto di anno in anno. Quando sono arrivato magari facevo il quinto (Zanetti lo impiegava centrocampista di sinistra, ndi), avevo meno responsabilità difensive. E l’anno scorso col cambio di ruolo magari all’inizio ci ho messo un pochino ad adattarmi, quindi penso di essere arrivato ad una maturità importante ma questa responsabilità porta inevitabilmente sia onori che oneri”. Nei giorni scorsi sono arrivati due risultati importanti per il vostro gruppo: la vittoria con il Legnago Salus ed il pari del Padova con la Triestina nel posticipo, che tradotto in termini di classifica vuol dire leadership solitaria. Come state vivendo questa situazione? “Il nostro gruppo vive la situazione in modo molto tranquillo, non eravamo sicuramente lì a gufare il Padova. Eravamo pronti a qualsiasi risultato e senz’altro siamo consapevoli che stiamo facendo molto bene, ma mancano veramente tante partite. Quindi se prendiamo una partita sottotono o la sbagliamo, sappiamo già che ritorniamo indietro. Dunque ogni settimana cerchiamo di prepararla bene, vincere aiuta il morale che ora è sicuramente molto alto”. Domenica al Druso col Legnago, a differenza della trasferta di Arezzo, avete avuto difficoltà a trovare la via del gol. Come spieghi questo? “Abbiamo fatto gol solo alla fine ma procurandoci in ogni caso tante occasioni. Abbiamo calciato anche con convinzione, cercando di far male. Ci sono stati batti e ribatti importanti, quindi non vedo problemi nell’aver segnato un solo gol. Anzi aver fatto gol alla fine vuol dire solo che siamo stati sul pezzo (dice pesso, con caratteristica pronuncia romagnola, ndi) tutti e 90 minuti e il gol va bene al 90’ come al primo minuto”. Prima della sosta due match in quattro giorni attendono l’Alto Adige: sabato a Verona contro la Virtus, poi mercoledì alle 12.30 - in diretta su Sky - riceverà la Triestina: “Siamo concentrati - conclude Alessandro Fabbri - sulle ultime due partite dell’anno, sapendo che ci sono punti veramente importanti in palio. Saranno due partite molto molto difficili, sia a Verona nel loro stadio che poi il big match con la Triestina al Druso. Andiamo ad affrontarli consci dei nostri mezzi, sapendo che se siamo là non è per caso ma che dobbiamo veramente stare a testa bassa, pendere le partite con le pinze perché sennò rischiamo di farci molto male”.

INTERVISTA A CURA DELLA REDAZIONE BIANCOROSSIBZNEWS

mercoledì 9 dicembre 2020

ESCLUSIVA BRBZNEWS, GATTO: SE LE ALTRE BIG PERDERANNO PUNTI CI FAREMO TROVARE PRONTI


Capolista a quota 29 punti in condominio col Padova a cinque punti dal giro di boa, l’Alto Adige si è rivelato sin qui una delle formazioni più solide e organizzate dell’intera terza serie. A confermarlo sono numeri importanti come l’invidiabile score di otto vittorie, cinque pareggi e una sola sconfitta in 15 gare disputate, o i soli otto gol al passivo che ne fanno la difesa meno battuta del girone B. Artefice di tutto questo un gruppo di calciatori da cui il Mister Stefano Vecchi sta traendo il meglio, anche sopperendo alle difficoltà scaturite da importanti assenze per infortunio. Tra i migliori elementi a disposizione dell’allenatore bergamasco spicca senz’altro il centrocampista Emanuele Gatto. Originario di Torino, dove ha visto la luce l’11 agosto del ’94, 178 cm di altezza per 72 kg di peso forma, è approdato al club bolzanino nel 2018/19 collezionando complessivamente 34 presenze (22 della passata stagione più le 12 di quella in corso). Prima di approdare in riva all’Isarco, il ventiseienne playmaker biancorosso ha vestito la maglia del del Torino, col quale ha completato la trafila delle giovanile, per poi trasferirsi a Lumezzane, Cuneo, Santarcangelo (il diesse era Paolo Bravo, ndr) e Alessandria. Tra i suoi compagni nella Primavera granata, allora allenata da Moreno Longo, elementi del calibro di Angelo Ogbonna (ex Juventus e West Ham), Antonino Barreca (attuale difensore della Fiorentina) e l’ex Alto Adige Emmanuel Gyasi, ala sinistra dello Spezia. Sulle grandi ambizioni della squadra di Vecchi, il numero 8 non ha il minimo dubbio: “Sappiamo bene di essere un gruppo e una squadra forte, quindi speravamo di essere lì in alto. Però dove possiamo arrivare non lo sappiamo ancora, diciamo che lavoriamo per rimanere lassù più tempo possibile”. Come ti trovi con i tuoi attuali compagni di squadra? “Nel gruppo mi sono integrato molto bene, sia quest’anno che in quello scorso. Spesso, finché era possibile facevamo delle cene di squadra, passiamo comunque molto tempo insieme anche fuori dal campo. Con chi ho legato di più? Se ti devo fare un nome ti faccio quello di Casiraghi col quale condivido molti momenti, siamo anche compagni di stanza in ritiro”. Cosa manca alla tua squadra per giocarsi la promozione alla pari di realtà come Padova o Perugia che hanno giocato a lungo in serie B? “Non lo so cosa manchi. Siamo consapevoli di competere con squadre forti, società importanti. Penso che il nostro compito è quello di farci trovar pronti qualora queste realtà perdessero punti strada facendo punti. Al momento ci stiamo riuscendo”.
Sin qui hai dato il meglio nei panni di playmaker, tanto da competere per un posto da titolare con un calciatore con trascorsi importanti come Greco. Sono le mansioni che prediligi? “Sì mio trovo molto bene ad interpretare quel ruolo, che è quello che ho sempre fatto. In alternativa posso fare anche la mezzala. In base alle necessità della squadra mi faccio trovar pronto”.

INTERVISTA A CURA DELLA REDAZIONE BIANCOROSSIBZNEWS