In archivio la sosta di fine anno, il campionato del FC Südtirol Alto Adige riparte dalla trasferta di Carpi. Sul terreno del “Cabassi”, gli uomini di Stefano Vecchi troveranno di fronte una delle avversarie più in forma e meglio attrezzate. Gli emiliani, allenati da Giancarlo Riolfo, si sono presentati al giro di boa al secondo posto del girone B con 41 punti, arretrati di quattro lunghezze dal Vicenza capolista. Tutto questo in virtù di un ruolino di 13 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte oltre ad uno score di 31 reti realizzate e 15 subite. In più nelle ultime sette gare la formazione allenata da Giancarlo Riolfo ha collezionato altrettante affermazioni. Nella sua storia, iniziata con la fondazione datata 1909, il sodalizio della provincia modenese ha all’attivo una storica stagione in serie A (2015/16). Nell’organico di allora, a disposizione del tecnico Fabrizio Castori (poi rilevato da Giuseppe Sannino) diversi elementi di spicco come il difensore Cristian Zaccardo (campione del mondo con gli Azzurri di Marcello Lippi nel 2006), l’attaccante Marco Borriello, il terzino Riccardo Gagliolo (attuale punto di forza del Parma) e Kevin Lasagna, punta ora dell’Udinese. Avventura purtroppo brevissima quella dei biancorossi nella massima serie, considerando il diciottesimo posto finale ed il conseguente ritorno tra i cadetti. Nella rosa a disposizione di Mister Riolfo nella stagione in corso, la stella di prima grandezza è senza dubbio il bomber Michele Vano (FOTO IN ALTO). Capocannoniere della squadra, la 28enne punta centrale originaria di Roma nel torneo in corso è già andato a segno otto volte. Fisico potente, 190 cm di statura, è stato lanciato dall’Astrea (club capitolino che fa capo al corpo della Polizia Penitenziaria arrivato sino alla vecchia serie C2 a metà anni ’90), per poi vestire le casacche di Luco, Isernia, Ceccano, Terracina, Chieti, Ostiamare ed Arzachena. Ma proprio Vano sarà l’assente di lusso della sfida di domenica, a seguito dell’intervento chirurgico subito a metà dicembre per l’asportazione di un corpo mobile dall’articolazione di un ginocchio. Sicuramente di valore è anche il trequartista EnejJelenic (FOTO IN BASSO), sloveno nato a Koper (Capodistria) nel ’92. Approdato in Italia nel 2011 ha giocato (poco) nel Genoa per poi merttersi in evidenza con un buon numero di presenze nel Padova e nel Livorno prima di passare al Carpi (72 presenze e nove gol nelle ultime quattro stagioni). Tra i calciatori su cui Riolfo punta molto c’è poi Tommaso Biasci, seconda punta di San Giuliano Terme (Pistoia), già sei volte in gol nel girone d’andata. Decisamente importante nella prima metà della stagione si è rivelato il contributo del 23enne portiere napoletano Tommaso Nobile, gigante di 194 cm in prestito dalla Pro Vercelli con qualche presenza all’attivo anche in serie B nella formazione piemontese. In quest’ultima campagna acquisti è poi arrivato dalla Robur Siena il difensore slovacco del ’96 Atila Varga, portato in Italia dalla Sampdoria. Nei cinque precedenti tra le due compagini due volte si è imposto l’Alto Adige, altrettante il Carpi oltre ad un pareggio. La sfida d’andata è passata invece agli archivi con un 3-2 a favore degli emiliani.
venerdì 10 gennaio 2020
giovedì 9 gennaio 2020
DALLA TRIESTINA ARRIVA BECCARO, SI LAVORA PER IZZILLO E ICARDI
(Gianluca Ricci) - Uscito di scena Morosini, l’Alto Adige ha subito messo a segno quello che è il suo secondo acquisto della campagna trasferimenti invernale. Già tesserato e messo sotto contratto il difensore centrale Nicoló Gigli (‘96), svincolato dal Rieti, ieri è arrivato a disposizione di Vecchi il centrocampista Marco Beccàro. Classe ‘89, originario di Campodarsego (Padova) arriva dalla Triestina dove ha disputato complessivamente un campionato e mezzo: tradotto in cifre 48 presenze, cinque reti e tre assist. Alto 183 cm per 78 kg di peso, usa preferibilmente il piede destro ed è dotato di eccellenti fondamentali. Nella sua carriera anche diverse stagioni in D e la parentesi 2015/2017 in C2 a Mestre. Con la dirigenza bolzanina ha firmato un contratto sino a giugno 2021 con opzione per un altro anno. La sua posizione in campo è quella di centrale e quindi il ruolo di Fink, ma puó rendersi utile anche come mezzala sinistra (casella liberata da Morosini). Maglia numero 30 sulle spalle, si è già messo a disposizione dello staff tecnico e domenica dovrebbe essere convocato per la trasferta di Carpi, primo impegno ufficiale del 2020. In ogni caso il mercato dell’Alto Adige non si ferma qua. Prossimo obiettivo del diesse Paolo Bravo dovrebbe essere Nicolas Izzillo del ‘94 sardo della Maddalena. Sostanzialmente ambidestro, è una mezzala che puó giocare sia a sinistra che a destra del playmaker nel centrocampo a tre. È quindi l’esatto alter ego di Morosini. Da tre anni al Pisa dopo la parentesi con la Juve Stabia potrebbe fare al caso dei biancorossi ma la trattativa deve ancora decollare. L’altro nome caldo in mediana è Simone Icardi (‘96) romano di nascita ed in forza all’Entella. Puó giocare regista o mezzala destra e ha anche il vizio del gol. Bravo e la dirigenza ligure stanno discutendo ogni particolare e l’affare da un giorno all’altro sembrerebbe potersi chiudere. Non si possono tuttavia escludere altri movimenti in entrata per ora in fase del tutto embrionale.
mercoledì 8 gennaio 2020
L'ADDIO AMARO DI MOROSINI: TRA IL RIFIUTO DI ALLENARSI E LE PROMESSE NON RISPETTATE
Non doveva finire così. Un addio amaro quello del ventottenne centrocampista di Ponte San Pietro, che ieri ha sottoscritto ufficialmente l'accordo che lo lega al Monza, società quella brianzola, che ha di fatto ammazzato (sportivamente parlando) il campionato di Serie C girone A, staccando le dirette concorrenti Pontedera e Renate, rispettivamente di dieci e tredici lunghezze. Il 26 settembre scorso, poco più di 100 giorni fa, Tommaso Morosini decise di legarsi fino al 2023 con la società biancorossa, rinnovando il contratto in scadenza a giugno 2020. Il "io resto qui" esclamato con estrema fermezza dal centrocampista bergamasco nel video lanciato sui canali social della società suonava come una dichiarazione d'amore verso la maglia biancorossa. Parole al miele, suffragate dalle successive dichiarazioni in cui si diceva contento di essersi legato a lungo a questa maglia e a questa gente, e che a Bolzano si sentiva a tutti gli effetti a casa. Tutto faceva propendere per un amore, certamente non eterno ma duraturo si, anche in virtù del legame sentimentale con Laura, ragazza bolzanina conosciuta nel corso della passata stagione.
Negli ultimi giorni d'agosto il richiamo giunto da Chiavari, segnatamente dall'Entella neo-promossa in Serie B lo aveva fatto vacillare, ma le ridotte tempistiche per formalizzare l'accordo e le difficoltà da parte della società biancorossa di trovare in pochi giorni un'alternativa valida al ventottenne bergamasco, hanno di fatto naufragare l'accordo ancor prima di nascere. A partire da metà dicembre le sirene provenienti dalla società di Silvio Berlusconi si sono rivelate con il passare dei giorni man mano sempre più insistenti. L'offerta economica messa sul piatto da Adriano Galliani e dal direttore sportivo Filippo Antonelli era prelibata: 140.000 euro all'anno giocatore (più bonus legati al rendimento e promozione che potrebbero portare lo stipendio al di sopra di quota 200.000) contro gli 80.000/90.000 percepiti a Bolzano e (si sussurra) 500.000 euro alla società biancorossa. Cifra tramutata per motivi di bilancio e legati ad una semplice convenienza in un prestito con diritto di riscatto, che al verificarsi di determinate condizioni si tramuterebbe in obbligo. Di fatto la promozione in Serie B della società brianzola farebbe diventare obbligatorio il riscatto.
Modi e tempi sbagliati.
Sentimento diffuso tra i tifosi bolzanini e gli addetti ai lavori è il comportamento "poco professionale" tenuto in questi giorni da Morosini, che praticamente si è opposto in tutti i modi di scendere in campo per allenarsi assieme alla squadra. Comportamento palesato già nei giorni antecedenti lo stop forzato imposto dalla sosta natalizia, con il giocatore che avrebbe in tutti i modi forzato la società a cederlo nel corso del mercato invernale. Giocatore che sarebbe dovuto scendere in campo nel corso degli allenamenti, per rispetto verso compagni e tifosi, ma soprattutto di una società che lo ha acquistato dopo anni tormentati e difficili dal punto di vista fisico e mentale, per portarlo ad essere il miglior centrocampista dell'intera Serie C. A fare da contraltare a questa situazione, il silenzio del giocatore, che a oltre 30 ore dall'ufficialità dell'operazione non ha ancora pubblicamente salutato e ringraziato nessuno.
Era proprio un'offerta irrinunciabile?
Dal punto di vista economico l'offerta messa sul tavolo dall'ex amministratore delegato del Milan Adriano Galliani era più che prelibata. Irrinunciabile forse no, ma di certo molto importante per un ragazzo di ventotto anni, risorto dopo anni difficili dal punto di vista personale, in cui è dovuto ripartire dalla Serie D. Indubbiamente si parla di cifre che possono rendere la vita più agiata, specie per un ragazzo con un percorso dinanzi a sé da costruire anche fuori dal campo. Offerte che, certamente, non sarebbero svanite nel nulla in estate, dopo una prima parte di stagione che l'ha consacrato al secondo posto tra i centrocampisti italiani con più reti all'attivo nell'anno solare tra i professionisti (16 reti in 40 presenze). Le offerte sarebbero fioccate in estate, senza dubbio anche da categorie superiori, specie in virtù di una clausola rescissoria di 300.000 euro apposta nel contratto, che lo avrebbe liberato agevolmente, senza dover richiedere il consenso dalla società biancorossa. Abbandonare la squadra a metà stagione rende difficili le cose per la società, che dovrà trovare un rimpiazzo all'altezza in poco tempo, ma soprattutto per i compagni di squadra che avevano affinato la sintonia con il tuttofare bergamasco.
I pro e i contro dell'operazione. La società poteva fare di più per trattenerlo?
L'operazione porta notevoli benefici per le casse biancorosse, che si liberano di un ingaggio pesante, il più oneroso dell'intera rosa, pari a circa 170.000 euro lordi annui. I benefici per le casse biancorosse si evidenzieranno a partire dalla stagione prossima, momento in cui il direttore sportivo Bravo si tufferà sul mercato con le tasche arricchite da mezzo milione di euro extra. Il rovescio della medaglia sta nel reperire una valida alternativa a Morosini in sole tre settimane. Beccaro è un valido acquisto, ma non può sostituire l'ex 23 biancorosso, senza far rimpiangere i tifosi biancorossi. In particolar modo a gennaio non è semplice individuare un giocatore in grado di calciare punizioni, calci d'angolo e rigori, caricandosi la squadra sulle spalle in momenti delicati del campionato. D'altronde lo score di Morosini parla chiaro: in 22 presenze, 12 le reti messe a segno e 5 gli assist.
Modi e tempi sbagliati.
Sentimento diffuso tra i tifosi bolzanini e gli addetti ai lavori è il comportamento "poco professionale" tenuto in questi giorni da Morosini, che praticamente si è opposto in tutti i modi di scendere in campo per allenarsi assieme alla squadra. Comportamento palesato già nei giorni antecedenti lo stop forzato imposto dalla sosta natalizia, con il giocatore che avrebbe in tutti i modi forzato la società a cederlo nel corso del mercato invernale. Giocatore che sarebbe dovuto scendere in campo nel corso degli allenamenti, per rispetto verso compagni e tifosi, ma soprattutto di una società che lo ha acquistato dopo anni tormentati e difficili dal punto di vista fisico e mentale, per portarlo ad essere il miglior centrocampista dell'intera Serie C. A fare da contraltare a questa situazione, il silenzio del giocatore, che a oltre 30 ore dall'ufficialità dell'operazione non ha ancora pubblicamente salutato e ringraziato nessuno.
Era proprio un'offerta irrinunciabile?
Dal punto di vista economico l'offerta messa sul tavolo dall'ex amministratore delegato del Milan Adriano Galliani era più che prelibata. Irrinunciabile forse no, ma di certo molto importante per un ragazzo di ventotto anni, risorto dopo anni difficili dal punto di vista personale, in cui è dovuto ripartire dalla Serie D. Indubbiamente si parla di cifre che possono rendere la vita più agiata, specie per un ragazzo con un percorso dinanzi a sé da costruire anche fuori dal campo. Offerte che, certamente, non sarebbero svanite nel nulla in estate, dopo una prima parte di stagione che l'ha consacrato al secondo posto tra i centrocampisti italiani con più reti all'attivo nell'anno solare tra i professionisti (16 reti in 40 presenze). Le offerte sarebbero fioccate in estate, senza dubbio anche da categorie superiori, specie in virtù di una clausola rescissoria di 300.000 euro apposta nel contratto, che lo avrebbe liberato agevolmente, senza dover richiedere il consenso dalla società biancorossa. Abbandonare la squadra a metà stagione rende difficili le cose per la società, che dovrà trovare un rimpiazzo all'altezza in poco tempo, ma soprattutto per i compagni di squadra che avevano affinato la sintonia con il tuttofare bergamasco.
I pro e i contro dell'operazione. La società poteva fare di più per trattenerlo?
L'operazione porta notevoli benefici per le casse biancorosse, che si liberano di un ingaggio pesante, il più oneroso dell'intera rosa, pari a circa 170.000 euro lordi annui. I benefici per le casse biancorosse si evidenzieranno a partire dalla stagione prossima, momento in cui il direttore sportivo Bravo si tufferà sul mercato con le tasche arricchite da mezzo milione di euro extra. Il rovescio della medaglia sta nel reperire una valida alternativa a Morosini in sole tre settimane. Beccaro è un valido acquisto, ma non può sostituire l'ex 23 biancorosso, senza far rimpiangere i tifosi biancorossi. In particolar modo a gennaio non è semplice individuare un giocatore in grado di calciare punizioni, calci d'angolo e rigori, caricandosi la squadra sulle spalle in momenti delicati del campionato. D'altronde lo score di Morosini parla chiaro: in 22 presenze, 12 le reti messe a segno e 5 gli assist.
domenica 5 gennaio 2020
SEI RETI DEI BIANCOROSSI IN AMICHEVOLE
Un Proficuo galoppo per i biancorossi nell’allenamento congiunto (di fatto un’amichevole vera e propria ma senza arbitro federale) ad Egna con i dilettanti del Comano (Eccellenza trentina). Sei a uno il finale, in gol per la squadra di Stefano Vecchi sono andati Mazzocchi e Mlakar (doppietta per entrambi), oltre ad Alari e Grezzani. Assenti Romero e Morosini, l’uno in procinto di passare al Renate e l’altro in trattativa col Monza, out anche Rover, nell’Alto Adige ha debuttato il nuovo difensore centrale Nicoló Gigli: l’ex Rieti è sceso in campo nel primo tempo al fianco di Polak, mostrando una condizione eccellente. Per l’Alto Adige sono scesi in campo nel pt Cucchietti; Ierardi, Polak, Gigli, Davi; Tait, Berardocco, Trovade; Grezzani; Turchetta, Mlakar. Nel st spazio per Taliento; Gabrieli, Alari, Vinetot, Fabbri; Giocondo, Colucci, Gatto; Casiraghi; Mazzocchi, Petrella. Grezzani, Mlakar e Giocondo - per la cronaca - sono calciatori della Berretti biancorossa. (g. r.)
giovedì 2 gennaio 2020
MASO RONCO: MOROSINI NON SI ALLENA, GIGLI GIA' AL LAVORO CON l'ALTO ADIGE
(Gianluca Ricci) - Sui campi dell’FCS Center a Maso Ronco prosegue a buon ritmo la preparazione in vista della ripresa del campionato, fissata per domenica 12 gennaio alle 17.30 al “Cabassi” di Carpi. La principale novità della seduta odierna riguarda Tommaso Morosini. Il ventottenne di Ponte San Pietro oggi non è sceso sul terreno di gioco, né in gruppo né per lavorare a parte, rimanendo per sua scelta in palestra. Indizio questo che, senza ricorrere a troppi sforzi di fantasia, fa inevitabilmente pensare che la trattativa per la cessione possa andare in porto nel giro di qualche giorno. Di pari passo, il club biancorosso si sta guardando intorno per mettere a disposizione del Mister Vecchi un centrocampista che abbia il più possibile caratteristiche simili a quelle di Morosini. Perché vero che almeno per ora nel line-up titolare entrerebbe in pianta stabile Gatto (utilizzato sin qui come alter ego di Berardocco con ottimo profitto), ma servirebbe comunque un’alternativa nel ruolo. Sfumato il ritorno a Bolzano di Jeremie Broh, che a Cosenza in serie B è sempre più al centro del progetto tecnico di Piero Braglia, il nome caldo resta quello di Radoslav Tsonev (o Conev usando la provincia del suo Paese). Il ventiquattrenne bulgaro di Blagoevgrad, sotto contratto con il Lecce fino a giugno ’21: nella metà di stagione andata in archivio, con i giallorossi salentini è tuttavia rimasto ai margini della rosa, senza mai mettere piede in campo. Nel 2018/19, il ragazzo cresciuto nel Pirin Botevgrad e poi acquistato dal ben più celebre Levski Sofia, ha giocato in prestito nella Viterbese Castrense con uno score di tre gol e 20 presenze (due di esse in Coppa Italia di C di cui i cimini sono detentori). “Mezzala che corre, imposta e sa fare gol” (così lo definì due anni fa il diesse del Lecce, Mauro Meluso), è atleticamente meno dotato di Morosini, ma calato in una realtà a lui più congeniale della serie A può sicuramente rilanciarsi. Quanto all’allenamento in programma oggi, ha lavorato con i nuovi compagni il primo acquisto messo a segno dal direttore sportivo Paolo Bravo in questa sessione invernale di mercato. Si tratta di Nicolò Gigli (FOTO), difensore centrale di 190 cm di statura nato l’11 gennaio ’96 a Genzano (Roma) ma cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina. Titolare nel Rieti (serie C/girone C) sino a poche settimane fa (14 presenze nell’annata in corsa e 31 con un gol in quella scorsa, nella formazione sabina ha vestito i gradi di capitano preferendo però ora di cambiare aria in seguito alla grave crisi che il suo club sta attraversando. Abile nel gioco aereo, gran colpitore di testa, ha l’esperienza che serve a rendere ancor più forte il pacchetto difensivo dell’Alto Adige. Reparto che già può contare su due stelle di prima grandezza quali Polak e Vinetot. L’arrivo di Gigli renderà inevitabile la cessione di uno dei due tra Crocchianti - ormai pronto al rientro dopo il serio infortunio alla spalla destra - e il giovane Alari, che ha totalizzato appena tre presenze senza peraltro convincere del tutto. Valutazione questa che la dirigenza bolzanina dovrà fare con la massima attenzione perché, se il 23enne romano ex Spezia ha dalla sua tecnica, fisico ed esperienza, il ragazzo cresciuto nell’Atalanta è in fascia under essendo nato nel ’99.
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